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Notte di Capodanno, almeno 20 i vigili indagati

Dopo la bufera sui vigili assenti la notte di Capodanno nella Capitale, cinque mesi dopo arrivano le prime conseguenze sul piano penale. Sarebbero almeno venti i guanti bianchi iscritti nel registro degli indagati.
A cura di Valerio Renzi
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Dopo la bufera sui vigili assenti la notte di Capodanno nella Capitale, cinque mesi dopo arrivano le prime conseguenze sul piano penale. Sarebbero almeno venti i guanti bianchi iscritti nel registro degli indagati perché non hanno risposto al telefono nonostante fossero reperibili. La Procura di Roma, da quanto è trapelato oggi, contesterà agli agenti l'articolo 329 del Codice Penale, ovvero l'articolo che disciplina il sanzionamento per il "rifiuto o il ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica". Dall'inchiesta, in mano ai pm Nicola Maiorano e Stefano Rocco Fava,  sarebbe emersa la volontarietà degli agenti di non rispondere al telefono al comando che li richiamava in servizio.

Sono 745 i vigili urbani che dopo la notte di Capodanno presentarono il certificato di malattia, mentre 89 dichiararono di aver donato il sangue. Cifre più che sospette, figlie di un ammutinamento contro le scelte portate avanti dal comandante generale Raffaele Clemente, in particolare contro la rotazione degli agenti tra i vari gruppi territoriali, per adeguarsi ai nuovi regolamenti anticorruzione. Oltre agli agenti al registro degli indagati finiranno anche una decina di medici che hanno ammesso di aver emesso certificati senza aver fatto le visite.

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