Norma Maria viveva in Italia da più di venti anni, atterrata a suo tempo a Fiumicino per una promessa di lavoro che non è mai stata mantenuta. Da diverso tempo viveva come senzatetto, prima nei dintorni della stazione Tuscolana e poi nel sottopassaggio di Corso d'Italia, piazza Pia, dove due giorni fa è stata trovata morta, massacrata di botte e completamente senza vestiti. Da circa un anno, rivela Sonia Neres dell'Associazione Amore Solidale, veniva aiutata da questa associazione che aiuta soprattutto donne senzatetto straniere e in particolare brasiliane. Neres conosceva bene Norma Maria, ha identificato lei stessa il corpo martoriato dell'amica, riconoscibile solo per qualche dettaglio come gli stivali bianchi che indossava sempre. Spesso, continua la presidente dell'Associazione Amore Solidale, la donna uccisa due giorni fa veniva a casa sua e le dava una mano con le pulizie.

La Questura smentisce la presenza di un indagato per l'omicidio di Norma Maria.

Proseguono intanto le indagini degli uomini della Squadra Mobile per cercare di identificare il responsabile dell'omicidio della 49enne brasiliana. Gli investigatori stanno concentrando le loro ricerche soprattutto tra i senzatetto della zona di Porta Pia, della Stazione Termini e di Villa Borghese. La donna, stando a quanto dichiarò nel mese di settembre alle telecamere de Il Giornale, viveva nel sottopassaggio davanti a piazza della Croce Rossa con il fratello e altri due amici. Secondo il Messaggero e il Corriere della Sera un senzatetto italiano di 55 anni avrebbe confessato agli inquirenti di essere lui l'autore del delitto, ma poi avrebbe ritrattato. L'uomo sarebbe stato comunque iscritto sul registro degli indagati dal pm che coordina l'indagine. La notizia, però, viene seccamente smentita dalla Questura di Roma. Al momento, sostengono i poliziotti, non ci sarebbe alcun indagato.