Una donna di 29 anni è stata iscritta nel registro degli indagati con un'accusa terribile: quella di infanticidio in condizione di abbandono. La 29enne, che secondo la sua versione sarebbe venuta in Italia in vacanza dalla Corea, è stata trovata il 3 maggio in un bed & breakfast in via Turati 140, dietro la stazione Termini, seduta accanto alla vasca della casa che aveva affittato. Vicino, in un lago di sangue, una bambina appena nata. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, quando è stata interrogata dal pubblico ministero la donna ha detto di non sapere di essere incinta e che sarebbe arrivata in Italia per una vacanza. La sera del 3 maggio, si è sentita male e ha partorito, tagliando il cordone ombelicale. La piccola era morta, lasciata nella vasca in un lago di sangue. Sulla vicenda indagano i poliziotti della Squadra Mobile e quelli del commissariato Viminale: il sospetto è che sia stata la madre a uccidere la piccola. Le indagini dovrebbero essere chiuse a breve, e tra poco potrebbe profilarsi il processo per la donna.

Neonata trovata morta nel Tevere, prima soffocata poi gettata nel fiume

Il caso della bambina dissanguata in una vasca da bagno, ricorda quello di un'altra neonata trovata morta recentemente a Roma: quello della bimba rinvenuta nel Tevere da un pescatore. La vicenda è ancora avvolta nel mistero: non si sa chi sia stato a gettare il corpicino della bimba nel fiume né chi siano i genitori. Test del Dna sono stati fatti durante l'autopsia, ma gli esami potrebbero non rivelare nulla della sua provenienza. Dall'autopsia eseguita dal medico legale è emerso che la neonata è morta per asfissia, quindi qualcuno potrebbe averla soffocata prima di disfarsene nel Tevere. Gli inquirenti indagano nel mondo della prostituzione: secondo una delle prime ipotesi, la neonata – una bimba nata sana, a meno di 24 ore dalla morte – potrebbe essere stata strappata a una prostituta per farla tornare subito in strada. Ma rimangono solo ipotesi.