video suggerito
video suggerito

‘Ndrangheta: tre arresti nella Capitale, sequestri per più di 100 milioni

Operazione antimafia questa mattina tra la Capitale e la Calabria. Finiti in manette tre esponenti della ‘ndrangheta operanti nella Capitale. Sequestrati beni e attività imprenditoriali per oltre 100 milioni di euro.
A cura di Valerio Renzi
34 CONDIVISIONI
Immagine

Operazione antimafia all'alba tra Roma e la Calabria. Tre persone sono finite in manette, ritenute dalla Polizia di Stato elementi di spicco delle cosche di ‘ndrangheta Palamara, Scriva, Mollica, Morabito, ‘ndrine operanti sul versante ionico della provincia di Reggio Calabria, ma con radicati interessi nella Capitale. La Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le indagini, ritiene gli indagati colpevoli di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso, reati commessi per favorire l’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta operante in Calabria e a Roma per il controllo delle attività illecite sul territorio. Diverse le attività finite sotto sequestro. Tra queste spiccano una gioielleria compro oro, una azienda di allevamento bestiame, macellazione carni e produzione di latticini, un negozio di ottica nonché numerosi conti correnti bancari e diversi immobili, per un valore complessivo che supera i cento milioni di euro. "Con questa indagine abbiamo dimostrato che ci sono esponenti di primo piano della ‘ndrangheta calabrese che negli anni si sono radicati nella zona Nord della città, hanno espanso il loro potere economico e commerciale, hanno occultato i loro beni affidandoli a prestanome – ha detto il capo della Squadra mobile di Roma Renato Cortese – Oggi siamo in grado di contestare tutto quest".

Radicati a Roma dagli anni '80

Secondo quanto riportato dagli inquirenti nel corso di una conferenza stampa, i malavitosi si erano trasferiti a Roma alla fine degli anni '80 in seguito alla cruenta "faida di Motticellà che negli anni '80-'90 vide contrapporsi in Calabria famiglie della ‘ndrangheta". Per gli investigatori i tre arrestati sono elementi di primo piano dell'organizzazione. Placido Antonio Scriva sarebbe il principale referente dell'omonima ‘ndrina, sposato con Antonietta Mollica, sorella di un altro degli arrestati, Domenico Antonio, colpito dall'ordinanza di custodia cautelare e ancora ricercato. Secondo quanto riportato l'operazione va a toccare gli interessi criminali della ‘ndrangheta nell'economia legale. La polizia ha sequestrato abitazioni, terreni, attività commerciali a Roma nord e nei comuni di Rignano Flaminio e Morlupo per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro. Tra questi una gioielleria di via Trionfale, a Roma, una grossa azienda di allevamento di bestiame a Campagnano e un negozio di ottica a Morlupo. Durante le perquisizioni all'interno azienda agricola i poliziotti hanno trovato anche alcuni proiettili di kalashnikov.

Alle cosche la vendita dei fiori al cimitero di Prima Porta

Le cosche avrebbero avuto il monopolio della vendita di fiori all'esterno del cimitero di Prima Porta. L'operazione, denominata Fiore Calabro, prende il nome proprio da questa attività. "Gli arrestati hanno tra le loro attività anche una società per il commercio all'ingrosso di fiori al cimitero di Prima Porta – ha detto il capo della Squadra mobile Renato Cortese – e i vari chioschi della zona si rifornivano da loro. E questo è il sintomo di una presenza forte e ingombrante di questi esponenti della ‘ndrangheta in città". Non a caso l'operazione ha preso il nome di "Fiore calabro".

34 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views