Il professor Pietro Migliaccio, medico chirurgo specializzato in Gastroenetrologia, nutrizionista della tv, morto oggi a causa di un malore improvviso, vive nel fervido ricordo dei suoi colleghi. Tra questi Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo laureato all'università La Sapienza di Roma, vice presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione di cui Migliaccio, prima della sua scomparsa, era presidente onorario e con il quale ha condiviso la carriera professionale, legato da un'amicizia di quasi sessant'anni.

Che tipo di professionista e collega era Pietro Migliaccio?

Pietro era una persona rara e impossibile da non stimare sia dal punto di vista professionale che umano. Rigoroso e attento, ha saputo unire il suo lavoro come medico di base alla ricerca scientifica presso l'allora Istituto Nazionale della Nutrizione, che era in quel periodo l'unico ente pubblico sulla Nutrizione in Italia. Divideva la sua giornata tra mattina nei laboratori e pomeriggio in ambulatorio, con visite fino a tarda sera. Successivamente ha ampliato la sua attività privata, pubblicato volumetti di Educazione Alimentare e portato avanti nel tempo un interesse continuo per la materia. Inoltre aveva anche una grande capacità e predisposizione con i suoi allievi laureati che seguiva durante l'apprendistato.

Quali esperienze lavorative avete condiviso?

L'ho incontrato per la prima volta nel 1962, quando sono entrato nell'Istituto Nazionale della Nutrizione, prima per la tesi di laurea e poi per la ricerca. Da quel momento non mi ha più lasciato, mi ha messo sotto la sua ala protettiva come un fratello maggiore, trasmettendomi le sue conoscenze scientifiche. Nel 1966 è uscita la nostra prima pubblicazione insieme sul ‘Journal of Nutrition' alla quale ne sono seguite altre negli anni successivi, mentre nel 1970 abbiamo condiviso la libera docenza in Scienze dell'Alimentazione. Un periodo al quale appartengono alcuni dei ricordi più belli e che poterò sempre con me. Pietro era una persona attiva, amava fare le arrampicate e il suo sogno era scalare il Monte Cervino.

Il professor Migliaccio è molto amato dal pubblico televisivo grazie alla sua partecipazione a trasmissioni Rai e Mediaset…

Un successo meritato grazie alla sua competenza e professionalità. Come privato, ha seguito Maurizio Costanzo, il quale grazie alle sue indicazioni, è riuscito a perdere trenta chili. È stato Costanzo stesso a chiedergli se poteva parlare di lui alla sua trasmissione in onda di domenica su Canale Cinque, ed è entrato nelle case di milioni di italiani, rivelandosi anche un ottimo divulgatore in tema di Nutrizione.

Com'era il suo rapporto con i pazienti?

I suoi pazienti lo adoravano, alcune volte mi è capitato di accompagnarlo durante le visite domiciliari a Prima Porta e Labaro fino a tarda sera, come un medico di base all'antica. Se c'era qualcuno che lo chiamava e aveva bisogno di lui, non esitava mai, era sempre disponibile.