La Procura della Repubblica di Cassino ha chiuso l'inchiesta sulla morte di Rudy Colantonio e Antonio Russo e i carabinieri hanno notificato gli avvisi di conclusione delle indagini a sei persone. Tra queste, i responsabili dell’ente comunale, i rappresentanti della società che aveva in gestione le strade regionali, e della società che aveva ottenuto l'appalto del servizio di vigilanza e pronto intervento. Nei loro confronti pende l'accusa di omicidio colposo, per non aver impedito che Colantonio e Russo morissero. Spettava a loro infatti tagliare l'albero pericolante al chilometro 124 di via Casilina a Castrocielo, che il 29 ottobre del 2018 è precipitato sulla Smart con a bordo i due uomini, uccidendoli.

Le indagini

Dalle indagini è emerso come lo stato di deterioramento in cui riversava l'albero, un pino, era evidente e più volte segnato dai cittadini, affinché si intervenisse per rimuoverlo in tempi brevi e scongiurare che si abbattesse al suolo con conseguenze rovinose che, purtroppo, si sono verificate. L'albero era compromesso sia nelle radici che nel fusto, danni che ne compromettevano la stabilità, al punto da renderlo un potenziale pericolo per chiunque transitasse lungo la strada, perché poteva cadere da un momento all'altro. I sei indagati tuttavia, pur essendo chiaramente a conoscenza della situazione, non sono mai intervenuti per evitare, ciò che poi si è verificata: una tragedia.

Rudy e Antonio travolti da un pino sulla Casilina

Il drammatico incidente nel quale sono morti Rudy e Antonio se lo ricordano tutti a Castrocielo. In un pomeriggio autunnale sono morti schiacciati da un pino crollato sulla via Casilina a causa del vento fortissimo che ha imperversato su tutto il Lazio. Rudy, 32 anni, era titolare di un'agenzia di credito finanziario e gestiva, insieme al padre, il ristorante Col Gioioso di Colfelice. Antonio, 38 anni, invece era un suo stretto collaboratore. Erano entrambi residenti ad Arce, provincia di Frosinone.