Pietro Genovese
in foto: Pietro Genovese

Tra gli interrogativi rimasti ancora senza risposta in merito all'incidente mortale in cui hanno perso la vita Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli c'è la velocità dell'automobile di Pietro Genovese. Una maxi perizia dovrà accertare a quanto andava il suv del 20enne quando ha investito le due sedicenni. Secondo l'autopsia eseguita sui corpi delle giovani, l'impatto è stato così traumatico che non sarebbe ipotizzabile uno scontro a bassa velocità. Del resto anche i danni provocati dall'incidente sulla parte anteriore dell'automobile parlano chiaro ed evidenziano in maniera inequivocabile la potenza dell'impatto in seguito al quale Gaia e Camilla sono state sbalzate in aria per diversi metri e sono morte sul colpo con il cranio fracassato. A confermare queste ipotesi anche alcuni testimoni.

La procura nomina un perito

Gli accertamenti svolti dall'ingegnere Mario Scipione serviranno ad accertare anche il punto preciso in cui si è verificato l'incidente. Questo dettaglio è ovviamente decisivo per capire con certezza se le due ragazze stessero attraversando sulle strisce pedonali oppure no. La procura di Roma ha disposto anche accertamenti sul funzionamento dei semafori di corso Francia in modo da verificare se, come sembra, il semaforo rosso sia intervallato a quello verde senza il giallo. Le verifiche dovranno terminare entro il 7 marzo e le parti potranno nelle prossime ore nominare i propri periti da affiancare all'ingegnere Scipione. Genovese è tuttora agli arresti domiciliari con l'accusa di duplice omicidio stradale.