Il prossimo 6 settembre sarà trascorso un anno dalla morte di Elena Aubry, la 25enne deceduta in un tragico incidente stradale a bordo della sua moto Honda Hornet 600, lungo la via Ostiense a Roma. Mamma Graziella lo scorso mese ha lanciato un appello per trovare un'infermiera. Si tratta della prima persona che ha soccorso Elena dopo l'incidente. Come riporta Il Corriere della Sera, il pubblico ministero Laura Condemi sta cercando la supertestimone, per chiudere l'inchiesta sulla morte della motociclista e permettere alla madre di dare una sepoltura al corpo di Elena. Ma nonostante gli appelli di Graziella l'infermiera non si è ancora fatta avanti e gli investigatori stanno prendendo in considerazione l'ipotesi che la donna sia rimasta coinvolta nell'incidente. Non è infatti chiaro il motivo per il quale sia tutt'ora irreperibile, dopo averla soccorsa ed essersi allontanata prima dell'arrivo dell'ambulanza e delle forze dell'ordine.

Morte di Elena Aubry, al vaglio tabulati e celle telefoniche

Chi indaga passerà al vaglio i tabulati e le celle telefoniche attive nella zona dell'accaduto, per tentare di risalire a lei. "Forse l'infermiera teme ritorsioni sul lavoro per essersi allontanata dal luogo dell'incidente prima dell'arrivo dei soccorsi – ha detto Graziella Viviano, contattata da Fanpage – sono però convinta della pericolosità di quel tratto di strada dove a soli quindici giorni di distanza dalla morte di mia figlia altre due persone sono cadute dalla moto". Sotto accusa il manto stradale dissestato, che avrebbe fatto ‘inciampare' Elena. La testimonianza dell'infermiera è importante perché sarebbe l'ultimo tassello per ricostruire la dinamica esatta dell'accaduto e poter sostenere un processo per omicidio colposo a carico di chi avrebbe dovuto occuparsi della manutenzione della strada.