Omicidio Desirée Mariottini a Roma
16 Marzo 2019
15:18

Morte di Desireé Mariottini, svolta nelle indagini: il Dna sul corpo confrontato con gli indagati

Svolta sulla morte di Desirée Mariottini, la 16enne trovata morta a San Lorenzo, che potrebbe arrivare grazie a nuovi accertamenti tecnici in programma nei prossimi giorni. Gli investigatori faranno dei prelievi agli indagati e li confronteranno con i risultati delle tracce isolate sugli abiti e sul corpo della giovane.
A cura di Alessia Rabbai
Desirée Mariottini
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Omicidio Desirée Mariottini a Roma

Sulla morte di Desirée Mariottini gli investigatori stanno forse arrivando ad una svolta, per far luce su cosa sia accaduto veramente quella terribile notte tra il 18 e il 19 ottobre scorso quando il cuore della 16enne di Cisterna di Latina ha smesso di battere. Il suo corpo è stato ritrovato poche ore dopo i fatti in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Ad allertare la Questura, una telefonata anonima partita probabilmente da una cabina telefonica, che informava gli agenti del corpo di una donna senza vita. Sono disposti nuovi accertamenti tecnici che si svolgeranno nei prossimi giorni. Lunedì 18 marzo infatti saranno depositati gli esami sul Dna prelevato dagli abiti e dalla salma di Desirée, esami irripetibili disposti dalla procura lo scorso novembre, mentre martedì tutti gli indagati saranno sottoposti a un prelievo per confrontare le analisi con le tracce trovate sul corpo. Verifiche che serviranno a fare chiarezza su chi abbia abusato di lei.

Le persone in carcere per la morte di Desireé Mariottini

Per la morte di Desirée Mariottini sono in carcere Mamadou Gara, senegalese di 27 anni e Yusif Salia, ghanese di32 anni ritenuti responsabili di violenza sessuale e omicidio volontario, mentre l'accusa di omicidio è caduta nei confronti del senegalese Brian Minthe e del nigeriano Alinno Chima. In carcare anche Marco Mancini, 36 anni, per spaccio di droga e Antonella Fauntleroy, 21 anni, arrestata lo scorso 15 febbraio e accusata di aver venduto in diverse occasioni la droga a Desirée, anche la sera in cui lei è morta. L'ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori è che sia stata proprio lei a portarla all'interno dello stabile abbandonato in via dei Lucani, dove la sedicenne ha trascorso le ultime ore della sua vita, dov'è stata stuprata e ritrovata morta. Ieri il pubblico ministero Maria Monteleone ha ascoltato le cinque persone arrestate ma sulle loro dichiarazioni al momento non ci sono novità: si sono tutte avvalse della facoltà di non rispondere.

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