Morte di Beau Solomon, a processo il clochard accusato dell’omicidio dello studente

Finisce a processo Massimo Galioto, accusato dell'omicidio dello studente americano Beau Solomon, morto affogato nelle acque del Tevere tra il 30 giugno e il primo luglio di due anni fa. Il clochard è stato rinviato a giudizio oggi dal gup Anna Maria Gavoni, che ha accolto le richieste del pm Francesco Marinaro e ha fissato l ‘inizio del processo per l'8 maggio prossimo davanti alla corte d'Assise. L'accusa per Galioto è di omicidio preterintenzionale.
Morte di Beau Solomon, la ricostruzione degli inquirenti
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Solomon fu accompagnato sulla banchina del Tevere nei pressi di Ponte Garibaldi perché stava cercando un portafogli. Il giovane americano accusò un gruppo di clochard di averglielo rubato e da lì sarebbe scoppiata una lite. Galioto, stando a quanto ricostruito nelle indagini, avrebbe spintonato Solomon che, ubriaco, sarebbe scivolato in acqua. Per i pm non si trattò di omicidio volontario: il clochard avrebbe si provocato la morte dello studente, ma la sua intenzione non era di ucciderlo. "Siamo tranquilli perché sicuri di riuscire a rintracciare alcuni testimoni chiave così da dimostrare l’estraneità del mio assistito ai fatti contestati", ha detto il legale dell'imputato, l'avvocato Michele Vincelli. "La famiglia di Beau Solomon ha fiducia nella giustizia affinché sia individuato il responsabile. A noi interessa accertare la verità, abbiamo letto gli atti e siamo convinti che l'imputazione sia fondata. Non c'erano elementi per non disporre il rinvio a giudizio. Galioto forse non voleva uccidere il ragazzo, ma, dopo la lite, lo ha spinto. La morte probabilmente non era voluta ma non ha fatto nulla per salvare quel ragazzo", ha dichiarato invece l'avvocato di parte civile Giuseppe Zanalda.
