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Deborah Sciacquatori uccide il padre violento

Monterotondo, Matteo Salvini: “Abbraccio Deborah, non merita il carcere”

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato su Facebook la vicenda di Deborah Sciacquatori, la 19enne che domenica mattina ha ucciso il papà violento: “Che tragedia. Un abbraccio forte a Deborah, che ha lottato per difendere la mamma e la nonna e secondo me non merita di finire in carcere”.
A cura di Enrico Tata
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Matteo Salvini 
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Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha dichiarato di essere d'accordo con la decisione dei pm della procura di Tivoli, che hanno chiesto e ottenuto la scarcerazione della 19enne che domenica mattina, a Monterotondo, ha ucciso il papà violento. "Che tragedia. Un abbraccio forte a Deborah, che ha lottato per difendere la mamma e la nonna e secondo me non merita di finire in carcere", ha scritto su Facebook il vicepresidente del Consiglio.

La ragazza indagata per eccesso di legittima difesa

Per i pm l'atto compiuto da Deborah Sciacquatori, che ha accoltellato il papà per difendere la mamma al termine dell'ennesima aggressione,  "si può qualificare come un episodio di eccesso colposo di legittima difesa. Per questo motivo, anche alla luce della personalità della ragazza, non si ritengono sussistenti le esigenze cautelari, in particolare quelle di reiterazione del reato, essendosi trattato di un episodio chiaramente determinato da un contesto familiare difficilmente replicabile". Secondo gli inquirenti "non si ravvisano neppure il pericolo di fuga, del tutto insussistente né infine le esigenze di genuinità e di conservazione della prova alla luce degli elementi già acquisiti agli atti del procedimento". Per questo la ragazza può tornare in libertà, anche se per ora, come detto, rimane indagata per eccesso di legittima difesa, anche se i pm stanno valutando se il caso possa essere derubricato in un episodio di legittima difesa ‘pura'. "La Procura ha ritenuto che la ragazza, proprio in base al contesto complessivo, non avesse necessità di alcuna misura cautelare: è stato notificato alla ragazza e all'avvocata il decreto di liberazione firmato dalla Procura della Repubblica. Questo significa che la ragazza è libera di andare dove vuole e di fare ciò che ritiene", ha ribadito nel corso della conferenza stampa il procuratore di Tivoli, Francesco Menditto.

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