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Metro C: “dei ritardi sapevano tutti”. Il ministero: “Entro novembre l’apertura”

Per i sindacati il sindaco Marino e il Ministero dei Trasporti erano al corrente dei ritardi. Intanto la Commissione sicurezza traccia l’iter per poter arrivare all’inaugurazione nella prima settimana di novembre.
A cura di Valerio Renzi
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 Un documento datato 30 aprile 2014 e firmato dal collegio sindacale di Roma Metropolitane lo mette nero su bianco: l'inaugurazione slitterà. Il documento ora è nelle mani della magistratura contabile e dei pm, ma secondo quanto riportato da la Repubblica, nessuno, a cominciare da Roma Capitale e Ignazio Marino può dire che non sapeva. La memoria stilata dai sindacati è stata infatti inviata alla Corte dei Conti, al Comune e al Ministero dei Trasporti. Il documento ricostruisce come il ritardo nasce dall'atto attuativo che passa ad Atac il pre-esercizio, e contestualmente dà a Metro C il compito di dare assistenza tecnica e logistica. Così si legge nel documento: "Di fronte a questo scenario di grave illegittimità amministrativa, Metro C ha abbandonato le stazioni che non hanno alcun presidio tecnico, con la conseguenza che il pre-esercizio di Atac a sua volta si è interrotto". E ancora: "Tale situazione ha fatto sì che il contraente generale abbia abbandonato le attività di manutenzione della parte di opera già realizzata e teoricamente affidata ad Atac. Questo stato di abbandono mette seriamente a rischio le opere già eseguite, blocca il pre-esercizio e quindi il rilascio del certificato di agibilità che consente l'apertura al pubblico della linea. Tale apertura, allo stato attuale, non è nemmeno ipotizzabile".

La mancata inaugurazione per problemi legati alla sicurezza aveva mandato su tutte le furie il primo cittadino Ignazio Marino, che però, secondo i sindacati, avrebbe dovuto essere al corrente di quello che stava accadendo. Oggi il Ministero delle Infrastrutture ha rese note le conclusioni della ‘Commissione per la sicurezza della metropolitana C' riunitosi la scorsa settimana. Le criticità e la tempistica individuate sono contenuti in nove pagine di verbale. Prima di poter aprire dovranno essere ultimati i colloqui e la formazione degli operatori di sicurezza, testati i sistemi hardware e software, approvato il regolamento sulle procedure di sicurezza (al momento ne esistono due!). L'Usif e la Regione dovranno poi dare il via libera agli impianti di traslazione (ascensori e scale mobili), poi sarà la commissione di sicurezza a dover stilare una relazione finale per arrivare alle autorizzazioni conclusive da ministero e Regione. Alla fine di tutto l'iter una settimana di prova e rodaggio. Tempo stimato? Tre settimane.

 

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