E' stato ascoltato questa mattina alla Camera Ignazio Marino. Il sindaco di Roma ha riferito di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui centri per migranti. "A Roma c'è un sovraffollamento – di immigrati e rifugiati – è la seconda città d'Italia per l'accoglienza, ma non può accogliere il 18-20 per cento delle persone che arrivano nel nostro Paese. Non abbiamo le risorse". Così il primo cittadino della Capitale ha lanciato l'allarme sui numeri troppo alti dell'accoglienza, per poi mostrare anche preoccupazione per eventuali emergenze sanitarie: "Ho sollevato i miei timori per i migranti che vengono da luoghi dove proliferano ceppi della tubercolosi resistenti agli antibiotici. Sono stato rassicurato perché ci sono cinque livelli di controlli".

Il sindaco insomma chiede una più equa distribuzione dell'accoglienza. Nel Lazio sono accolti in tutto il 13% dei rifugiati e dei richiedenti asilo su scala nazionale, parliamo di poco più di 8mila persone (dati aprile 2015) su tutto il Lazio, che se fossero concentrate a Roma rappresenterebbero appena lo 0,3% della popolazione rapportati ai numeri dell'ultimo censimento del 2012 che parla di 2.627.000 di persone residenti a Roma.

Ma Marino ha lanciato l'allarme anche per la presenza troppo alta di rom che sarebbe "molto elevata, superiamo largamente le ottomila presenze". E sulla promessa di chiudere i campi nomadi, condannati anche dalla giustizia europea, chiarisce: "Sono d'accordo che si debba superare il sistema dei campi, ma la maggioranza della popolazione romana ha una fortissima resistenza ad offrire loro la possibilità di avere case popolari". "Riusciamo a portare a scuola il 50 per cento dei bambini dei campi con i pulmini del Comune – ha aggiunto -, ma meno del 20 per cento frequentano regolarmente". "È una sfida culturale che il sindaco e la Giunta non possono vincere da soli – ha aggiunto -. I campi temporanei sono lì da 20 anni e sono raddoppiati".

Contesta le dichiarazioni di Marino Carlo Stasolla dell'Associazione 21 luglio: "Quella del sindaco è pura disinformazione. Il numero dei rom a Roma è in linea con i numeri a livello nazionale e in relazione alla popolazione è molto vicino a quello di Milano, Torino e Napoli".