Marino incontra Malagò, Roma è pronta per la candidatura olimpica?

Si sono incontrato oggi in Campidoglio il primo cittadino della capitale Ignazio Marino e il numero uno del Coni Giovanni Malagò. All'ordine del giorno la candidatura di Roma e dell'Italia per ospitare le Olimpiadi del 2024, fortemente voluta dal premier Renzi. Per ora l'unica avversaria certa è Boston, ma presto per la corsa ad aggiudicarsi i giochi potrebbe arrivare anche Berlino.
Olimpiadi occasione per slancio urbanistico
Marino al termine dell'incontro ha chiarito il contenuto della conversazione, ribadendo come, dal suo punto di vista, le Olimpiadi del 2024 possono essere una grande occasione per rilanciare la città. "Il presidente Malagò – ha dichiarato Marino – mi ha illustrato qual è il suo piano per la competizione per le Olimpiadi 2024. Io ho esposto quali possono essere, dal punto di vista della città, le esigenze, e cioè che le Olimpiadi non siano un momento di spreco di risorse pubbliche ma diventino un momento di revisione dell'urbanistica, a partire dalle opere incompiute e dalle nostre periferie". Con le sue dichiarazioni Marino ha voluto prevenire le paure di teme che, così come per molti altri grandi eventi, le Olimpiadi possano lasciare sul groppone di Roma, i cui conti sono già in rosso, debiti e opere inutili o mai finite.
Paura per le infiltrazioni mafiose
Il lancio della candidatura olimpica della Capitale è arrivata proprio all'indomani dello scoppio dell'inchiesta su Mafia Capitale. Tanta è la paura che, come sta venendo alla luce per Expo, cantieri e appalti per le Olimpiadi possano finire in mano alle mafia, ma su questo punto Marino non sembra avere dubbi, i rischi sono minimi grazie "alle norme che ci siamo dati in queste ultime settimane e con la sorveglianza straordinaria su ogni appalto e su ogni acquisto di beni e servizi che sta compiendo diligentemente Alfonso Sabella nel suo ruolo di assessore alla Legalità e alla Trasparenza". Per Malagò "tutto può essere strumentalizzato nel bene e nel male: una corsetta di 10 chilometri per ricordare una persona scomparsa anni fa in Sudamerica (il riferimento è alla corsa di Miguel svoltasi ieri ndr) con la partecipazione di migliaia di persone gioca a favore e un'inchiesta giudiziaria gioca a sfavore. Abbiamo quasi 3 anni e bisognerebbe trovare il sistema affinché non si ripeta, non si reiteri queste cose. Ci auguriamo che terminata questa fase non ce ne siano delle altre".
Roma… e le altre?
Sulla possibilità, così come previsto dal nuovo regolamento del Comitato olimpico internazionale, che i giochi si possano giocare in sedi diversificate e coinvolgere più città, per Malagò è "prematuro parlarne". "Da parte del Cio si usa l'espressione ‘more flexibility' – sottolinea – che vuole dire tanto, ma al tempo stesso non deve essere interpretata per dire che si possono fare cose in ogni parte d'Italia. Questo non è fattibile né consentirebbe di avere una minima chance per vincere". Inoltre Malagò ha sottolineato come squadra che lavorerà alla candidatura sarà annunciato solo dopo l'elezione del Capo dello Stato e avrà un budget low-cost.