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Marino, dopo le proteste raid vandalico nelle case destinate ai rifugiati

In via Colizza a Marino, comune alle porte di Roma, da ieri va in scena la protesta di alcune decine di residenti contro l’annunciato trasferimento di 78 migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Dopo il presidio pacifico, ma dai toni accesi di ieri pomeriggio, nella notte un raid vandalico nella struttura.
A cura di Valerio Renzi
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In via Colizza a Marino, comune alle porte di Roma, da ieri va in scena la protesta di alcune decine di residenti contro l'annunciato trasferimento di 78 migranti, rifugiati e richiedenti asilo, in alcune palazzine. Dopo il presidio pacifico, ma dai toni accesi di ieri pomeriggio, nella notte un raid vandalico nella struttura: sanitari distrutti e impianti elettrici divelti, porte prese a calci, vetri rotti. L'obiettivo? Rendere la struttura inagibile ed evitare il trasferimento dei migranti.

L'episodio è stato stigmatizzato con forza dalla Prefettura, che in una nota parla di "comportamenti improntati all'egoismo sociale, alla violenza, al razzismo, che rischiano di far ricadere sull'intera collettività locale un'immagine fortemente negativa. È evidente – sottolinea Palazzo Valentini -, e non si può non far notare, che simili opposizioni violente denotano una mancanza di solidarietà non solo nei confronti degli stranieri in fuga da zone di guerra o di persecuzione, ma anche nei confronti di altre realtà locali che già si sono rese disponibili a progetti di accoglienza".

Il prefetto Franco Gabrielli difende con forza il bando e il piano di distribuzione per i centri di accoglienza. "Con il bando si è voluto perseguire un criterio di equa distribuzione dell'accoglienza sul territorio provinciale in modo da non sovraffollare ulteriormente i Comuni e i Municipi che già garantiscono ospitalità ed altri centri di accoglienza che a vario titolo (Sprar, minori) evitando così logiche di ghettizzazione e perseguendo l'obiettivo della massima distribuzione e integrazione con la popolazione residente".

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