Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi
in foto: Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi

"Andrea è distrutto, è morta la ragazza che amava". Luca Cococcia, legale difensore di Landolfi, che ha preso parte al sopralluogo tenutosi ieri nella casa di nonni del ragazzo a Ronciglione, in provincia di Viterbo, in un'intervista rilasciata a Fanpage ha fatto il punto sulla situazione del suo assistito. Il 29enne romano era fidanzato con la 26enne deceduta dopo una caduta dalle scale il 6 febbraio scorso: "Non c'è stato nessun interrogatorio, né è stato disposto al momento – precisa l'avvocato – Andrea è stato solo ascoltato dai carabinieri". La procura di Viterbo, con il procuratore capo Paolo Auriemma e il sostituto Franco Pacifici, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e ha iscritto Andrea Landolfi nel registro degli indagati, "un atto dovuto da parte della magistratura e accettato pienamente dal ragazzo per fare chiarezza sui fatti attraverso le indagini ed è un atto che serve a garantire al mio assistito la più ampia tutela giudiziaria". Sulla salma della giovane è stata effettuata l'autopsia e i medici legali sono al lavoro: "Attendiamo fiduciosi i risultati per chiarire definitivamente la vicenda, per avere un quadro chiaro che purtroppo sia stato un tragico incidente, una triste fatalità che il mio assistito sta subendo, perché è morta la donna che amava e che non si tratti di un omicidio". Andrea Landolfi, 29 anni, sportivo e amante del pugilato si è chiuso nel silenzio: "Si trova in una situazione emotiva molto grave, perché è un ragazzo anche lui, giovane, che dopo pochi istanti si è trovato ad aver perso la sua compagna con la quale aveva iniziato da poco questo rapporto affettivo profondo ed è ovviamente distrutto".

Sopralluogo in casa e auto sequestrata

Lunedì 11 febbraio gli uomini del reparto investigazioni scientifiche hanno svolto un sopralluogo approfondito durato diverse ore nella casa di via Papirio Serangeli, a Ronciglione, nel Viterbese, esaminando accuratamente l'interno dell'abitazione e svolgendo i rilievi sulla ripida e stretta scala, tipica delle case di una volta, dalla quale, secondo le prime ricostruzioni, la notte del 4 febbraio, Maria Sestina sarebbe caduta rovinosamente. I due avevano trascorso la serata in un pub della zona ed erano tornati a casa. Maria Sestina avrebbe accusato dei forti dolori nella notte e la mattina seguente è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 che l'ha trasportata in gravi condizioni all'ospedale Belcolle di Viterbo, dove è arrivata in coma, con un trauma cranico e un'emorragia cerebrale. Sottoposta a un delicato intervento chirurgico, è deceduta alle 11 di mercoledì 6 febbraio. Sequestrata anche l'auto della coppia, una Mini One D di colore nero, che sarà sottoposta a ulteriori esami.