Centinaia di persone in corteo questa sera a Cerveteri. Una fiaccolata indetta dalla famiglia di Marco Vannini, a tre anni dall'omicidio del giovane, ucciso a 19 anni in casa della fidanzata Martina Ciontoli a Ladispoli, da un colpo di pistola esploso dal padre della ragazza Antonio. Marco è morto mentre tutta la famiglia Ciontoli veniva coinvolta in una catena di omissioni e coperture per occultare la verità. "Abbiamo ascoltato telefonate di una freddezza agghiacciante, segno di una capacità criminale che non corrisponde al certificato penale. In questa storia la famiglia Ciontoli non ha detto una sola verità", le durissime parole dell'avvocato Franco Cappi durante il procedimento.

Lo scorso 18 aprile la sentenza di primo grado, che ha visto una condanna a 14 anni per Antonio Ciontoli, e a tre anni per i figli Martina e Federico, e per la moglie Maria. Assolta invece la fidanzata di Federico Viola Vatrini. Una sentenza che ha scatenato la rabbia della famiglia di Marco: per Antonio Ciontoli i pm avevano chiesto una condanna a 21 anni e 14 anni per i familiari, accusati di concorso in omicidio.

"Io ho sempre confidato nella giustizia ma purtroppo la giustizia sta dalla parte di chi ammazza. A questo punto è meglio essere delinquenti che bravi cittadinile parole della mamma Marina Conte – Riconsegnerò la mia tessera elettorale al comune perché mi vergogno di essere una cittadina italiana. Mio figlio è morto all'età di vent'anni e nessuno, nessuno, dice qualcosa in favore di questo ragazzo. Qui gli stessi avvocati hanno parlato di versione mediatica, che loro non possono più vivere. E la vita mia? E la vita di mio marito? E la vita della mia famiglia con mio figlio che sono tre anni che non c'è più".