Nella sede del Polo Natatorio di Ostia della Federazione Italiana di Nuoto, Manuel Bortuzzo ha incontrato la stampa. Ad accompagnarlo davanti a telecamere e giornalisti i genitori e i dirigenti della Fin. Promessa del nuoto italiano, 19 anni e il sogno spezzato di partecipare alle prossime olimpiadi, Manuel si è presentato indossando la tuta della nazionale e su di una sedia a rotelle. "Tornando in piscina mi è sembrato che tutto fosse tornato normale", ha dichiarato Manuel, colpito poco più di un mese da un proiettile che si è fermato sulla spina dorsale provocandogli una lesione del midollo spinale che ha comportato una paralisi dalla vita in giù che i medici giudicano permanente. Qualche giorno fa un video, commuovente, mostrava Manuel tornare in piscina ma questa volta non per battere un record ma per la riabilitazione: una nuova sfida che anche oggi ha confermato non voler mollare. Con la speranza di tornare a camminare: "Come mi vedo tra 10 anni? In piedi".

Manuel Bortuzzo: "Io un esempio? Sono solo me stesso"

"Mi scrivono che sono un esempio, non lo sento un peso: sono solo me stesso e se sono un esempio essendo me stesso, ben venga", spiega Manuel che dai giorni successivi al ferimento non ha mai smesso di stupire per la sua presenza di spirito e per l'ottimismo con cui sta affrontando quello che gli è capitato senza un motivo. E Manuel si rivolge poi ai suoi coetanei: "A loro vorrei dire di non tirarsi mai indietro, i problemi che credono di avere loro non sono quelli grossi, ce n'è di strada da fareNon sto a piangermi addosso, voglio tornare in sesto subito".

"Ho sentito Bebe Vio, lei è una forza della natura"

"Ho sentito Bebe Vio e ci siamo caricati a vicenda. Lei è una forza della natura, trasmette positività ed energia e sicuramente pure da parte mia non le è mancata", ha spiegato Manuel, confermando come la campionessa paralimpica di scherma non ha fatto mancare, con discrezione, non gli ha fatto mancare il suo supporto.

Manuel guarda avanti:"Non penso a chi mi ha fatto questo"

Guarda avanti Manuel, alla vita che lo aspetta e alla sfide che ha di fronte, a cominciare dalla riabilitazione. Così risponde a chi gli chiede se ha qualcosa da dire a Daniel Bazzano e a Lorenzo Marinelli, i due ragazzi di Acilia poco più grandi di lui che hanno sparato verso di lui in cerca di vendetta: "Non ho mai pensato a cosa dire a Daniel Bazzano e Lorenzo Marinelli. Ma non gli direi nulla, è così che doveva andare. Non saprei nemmeno cosa dirgli. E anche da loro non mi aspetto nulla, stanno in carcere e stanno bene dove sono. Se ero lì in quel momento c'era un motivo. Se mi dovessi mettere a pensare ‘E se non avessi attraversato la strada, e se fossi andato da un'altra parte…', facevo prima a non nascere e tanti saluti".