Mangia olive al botulino e muore uscita dall’ospedale: 20 indagati tra medici e infermieri

Venti tra medici e infermieri del Policlinico Casilino sono stati iscritti al registro degli indagati, in merito alla morte di una donna di 59 anni. L'ipotesi di reato è omicidio colposo. La vicenda, ricostruita oggi sulle pagine romane de il Messaggero, inizia una sera di fine agosto quando la donna apre a cena una scatola di olive comprate alcune settimane prima in un supermercato. La 59enne e il marito avvertono entrambi un forte malore, tanto che il giorno dopo si recano al Policlinico Casilino, la struttura più prossima alla loro abitazione. "Intossicazione alimentare da botulino" la prognosi scritta nella cartella clinica, la donna viene trasferita in rianimazione riscontrando un caso di "sepsi da polmonite stafilococcica con versamento pleurico pericardio", mentre le condizioni del marito non appaiono così gravi e dopo il ricovero il 29 agosto viene dimesso dopo alcuni giorni.
La signora Anna invece entra in coma, le sue condizioni sono disperate, ma l'8 ottobre, dopo 41 giorni esce dall'ospedale per recarsi nella sua abitazione a terminare il periodo di convalescenza e cure prescritto. Il 18 ottobre la donna torna in ospedale d'urgenza con forti dolori all'addome, dopo tre giorni il decesso. Dopo la denuncia della famiglia la cremazione della salma è stata bloccata e disposta una nuova autopsia, contestualmente i medici e gli infermieri che l'hanno curata e dimessa rischiano di finire sotto processo. La procura parallelamente sta indagando per lesioni colpose per accertare la presenza di botulino nelle olive.