Comincia oggi il processo di fronte alla Corte di Cassazione per il processo Mafia Capitale. L'ultimo atto per trentadue imputati nell'inchiesta Mondo di Mezzo che nel 2014 ha scoperchiato il verminaio di relazioni illeciti tra politica, impresa e criminalità, con al centro l'ex Nar già vicino alla Banda della Magliana Massimo Carminati e il ras delle cooperative Salvatore Buzzi. La posta in gioco più alta, processuale ma anche simbolica e politica, è ancora una volta il riconoscimento o meno dell'aggravante di associazione mafiosa per molti degli imputati. Per la Procura di Roma Mafia Capitale è "un'associazione mafiosa originale e originaria", tesi rigettata dai giudici in primo grado ma accolta per 18 degli imputati in secondo grado. Ora la parola passa agli Ermellini.

Mafia Capitale: i 18 imputati condannati per associazione mafiosa

Sono 32 gli imputati che hanno presentato ricorso in tutto, di cui 18 sono stati condannati in secondo grado con l'aggravante di associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra di loro gli uomini del ‘Cecato', Claudio Bolla, Riccardo Brugia , Claudio Caldarelli, Matteo Calvio, Roberto Lacopo e il padre Giovanni. C'è il boss emergente, amico dei vip e amante delle feste Agostino Gaglianone Tra i politici troviamo invece l'esponente di centrodestra Luca Gramazio, l'unico rappresentante istituzionale accusato di far parte del sodalizio mafioso. Ci sono poi l'ex ad di Ama Franco Panzironi, Carlo Pucci e Fabrizio Testa, rispettivamente ex numeri uno di Ente Eur e Tecnosky. Ci sono anche gli uomini di Buzzi, come Carlo Maria Guarany e Paolo Di Ninno (che aveva in mano i conti delle coop da cui uscivano le bustarelle), Alessandra Garrone e l'ex Br Emanuela Bugitti.

Mafia Capitale: gli effetti dello "Spazzacorrotti"

La sentenza di terzo grado potrebbe poi avere un effetto molto pesante su politici e funzionari per effetto della legge così detta "Spazzacorrotti", che ha riformato la normativa in merito al "contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici". Non potendo più usufruire di misure alternative al carcere anche per pene di lieve entità, potrebbero finire in carcere tra gli altri gli ex consiglieri comunali Giordano Tredicine e Mirko Coratti, l'ex presidente del Municipio di Ostia Andrea Tassone, oltre che funzionari del Campidoglio e personaggi legati alle coop di Buzzi.