Sono 44 le persone raggiunte questa mattina da un provvedimento di custodia cautelare nell'ambito della seconda parte dell'inchiesta ‘Mondo di Mezzo', 19 si trovano in carcere e 25 agli arresti domiciliari. Tra loro spiccano molti nomi di politici di centrodestra e centrosinistra, dirigenti di Comune e Regione, imprenditori. Tra gli arrestati eccellenti figurano Angelo Scozzafava, ex direttore del quinto dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale, l'ex numero uno di Lega Coop Lazio Fabio Stefanoni, il direttore del Dipartimento Politiche Sociali della Regione Lazio  Tra gli indagati ci sono anche l'ex numero uno Lega Coop del Lazio Stefano Venditti,  il direttore del Dipartimento Politiche Sociali della Regione Lazio Fabio Magrini, il sindaco di Castenuovo di Porto Fabio Stefoni e il costruttore Daniele Pulcini.

Mafia Capitale 2, la lista degli arrestati

Ecco tutti gli indagati in carcere: Massimo Carminati, Salvatore Buzzi, Carlo Maria Guarany, Claudio Caldarelli, Nadia Cerrito, Paolo Di Ninno, già detenuti; Claudio Bolla; Massimo Caprari; Mirko Coratti; Antonio Esposito; Francesco Ferrara; Emilio Gammuto; Luca Gramazio; Michele Nacamulli; Daniele Ozzimo; Angelo Scozzafava; Franco Figurelli; Pierpaolo Pedetti; Fabrizio Franco Testa. Molti di loro già erano indagati nella prima tranche dell'inchiesta su mafia capitale o già si trovavano in carcere come ovviamente Carminati.

Agli arresti domiciliari: Emanela Bugitti, Piera Chiaravalle, Sandro Coltellacci, Alessandra Garrone, tutti già agli arresti domiciliari. Poi Gerardo Addeo; Tommaso Addeo; Gaetano Altamura; Stefano Bravo; Marco Bruera; Mario Cola; Domenico Cammissa; Santino Dei Giudici; Guido Magrini; Angelo Marinelli; Salvatore Menolascina; Mario Monge; Brigidina Paone; Daniele Pulcini; Stefano Venditti; Paolo Solvi; Fabio Stefoni; Andrea Tassone; Giordano Tredicine; Tiziano Zuccolo; Carmelo Parabita.

Roma: Mafia Capitale 2, i nomi dei politici coinvolti

L'inchiesta ha travolto il mondo politico della capitale di destra e di sinistra, in Comune e in Regione. Mafia Capitale comprava tutti, senza distinzione pur di mettere le mani su appalti e commesse pubbliche.

Tradotti in carcere Daniele Ozzimo, ex assessore alla Casa della giunta Marino, e Mirko Coratti, ex consigliere Pd ed ex presidente dell'Aula Giulio Cesare, entrambi già coinvolti nell'inchiesta scoppiata a dicembre e dimessisi dai loro ruoli istituzionali. Per gli inquirenti Coratti avrebbe ricevuto la promessa di 150mila euro, di cui solo 10mila già consegnati e l'assunzione di una persona, in cambio di alcuni favori alle coop di Buzzi. Coinvolto anche il suo capo segreteria Franco Figurelli. Daniele Ozzimo avrebbe ricevuto una costante "erogazione di utilità a contenuto patrimoniale, comprendente anche un'assunzione". Ai domiciliari i collaboratori dell'ex assessore Angelo Marinelli e Brigidina Paone.

Centrale per l'organizzazione sarebbe stato il ruolo di Luca Gramazio, ex capogruppo del Pdl in Campidoglio oggi capogruppo di Fi alla Pisana, già intercettato assieme al padre Domenico, senatore di Fi, mentre intratteneva rapporti con Carminati. Per i pm Gramazio era tra i principali terminali politici dell'organizzazione, che gli avrebbe destinato 98mila euro pagati in tre tranches da 50.000, 28.000 e 20.000 euro, per non parlare di quel bonifico da 15.000 euro per il suo comitato elettorale e quelle 10 assunzioni di persone indicate dall'assessore.

Tra gli esponenti di centrodestra finiti nei guai c'è poi il consigliere comunale di Fi Giordano Tredicine, famoso per rappresentare gli interessi dei camion bar, che avrebbe ricevuto un fisso mensile dall'organizzazione di Buzzi e Carminati. Avrebbe preferito invece una casa Paolo Pedetti, consigliere dem a capo della commissione Lavori Pubblici, che si sarebbe interessato di alcuni appalti in tema di emergenza abitativa che interessavano a Buzzi. In carcere Massimo Caprari, capogruppo di Centro Democratico, che avrebbe ricevuto anch'esso soldi e l'assunzione di un conoscente, in cambio del suo interessamento.

Ai domiciliari anche il minisindaco di Ostia Andrea Tassone, già costretto alle dimissioni dal Pd e da Marino, che avrebbe ricevuto 30mila tramite un intermediario per favorire la cordata di Buzzi e Carminati nell'aggiudicarsi i lavori per la pulizia delle spiagge e la manutenzione del verde in X Municipio.