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“Loro nun entrano”, ma i passeggeri del bus difendono i migranti dal razzista

Una storia a lieto fine raccontata sulla pagina Facebook “Amici del Baobab” da Paolo uno dei volontari. Un uomo intima a un gruppo di migranti di non salire sul bus perché non vuole “viaggiare con i negri”, ma è costretto a scendere dalla reazione indignata degli altri passeggeri.
A cura di Valerio Renzi
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Una testimonianza che parla di quello che stanno diventano le nostre città, tra intolleranza e gesti di solidarietà, quella pubblicata sulla pagina Facebook "Amici del Baobab", che racconta le attività dei volontari che hanno assistito per mesi migliaia di migranti, richiedenti asilo e transitanti, nella Capitale. Ora che l'esperienza del Baobab si è chiusa, nonostante l'impegno dell'amministrazione di trovare una struttura alternativa, non si è fermata l'attività dei volontari che continuano ad aiutare i migranti, offrendo servizi di assistenza e orientamento.

Ed è proprio uno dei volontari, Paolo, a raccontare la sua disavventura di oggi quando, mentre saliva con un gruppo di migranti appena arrivati in città su un bus della linea 163 per andare ad una mensa a mangiare, alcuni passeggeri hanno tentato di impedirgli di salire a bordo. Ecco la sua testimonianza: "Ore 13:30 ca. siamo alla fermata di via Tiburtina e stiamo facendo salire i migranti per accompagnarli ad una mensa e farli mangiare. Un ragazzo corpulento ci si para davanti e indicando i nostri fratelli migranti dice: ‘Questi qui nun entrano‘".

Quando il volontario chiede all'uomo se fosse un controllore o un pubblico ufficiale questo gli risponde di no e ribadisce "questi nun entrano e basta!". "Io e Pablo, visto l'atteggiamento, ci prepariamo allo scontro", continua il racconto che poi svela la reazione di solidarietà degli altri passeggeri che mettono in minoranza il prepotente: "Vediamo un signore di mezza età e di pari stazza del coatto che ci precede e gli dice: ‘beh ma se non ti piacciono scendi te'; la signora a lui vicino: ‘ma che sei razzista?'".

Alla fine l'uomo che aveva intimato ai volontari di non salire "colto alla sprovvista dal furore dei passeggeri del 163, scende a più miti consigli dicendo: ‘bene me ne vado, nun ce viaggio co li negri io' ed esce dall'autobus in mezzo agli applausi dei viaggiatori che solidarizzano con i nostri brothers e a Pablo che gli consiglia di prendere il prossimo autobus"

E quindi il lieto fine del racconto: "In mezzo ad una Roma, per dirla alla Remotti, fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, dei ricchi bottegai, del volemose bene e annamo avanti, ce né un'altra "dal basso", comprensiva, generosa, accogliente, luminosa, di grande infinita immensa bellezza."

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