Il comando della Polizia locale di Roma Capitale ha dato il via a delle indagini interne. L'obiettivo è individuare il responsabile delle offese rivolte lo scorso mercoledì a Sinisa Mihajlovic, insultato da un poliziotto poco prima della finale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio. Ad annunciarlo è Antonio Di Maggio, comandante del Corpo di Polizia locale, che attraverso un comunicato ha voluto dissociarsi da quanto accaduto, "prendendo le distanze dal comportamento dell’agente, che non rispecchia di certo la professionalità di un’intera categoria di lavoratori". Nei confronti del responsabile dovrebbe partire un procedimento disciplinare per gli insulti rivolti all'attuale allenatore del Bologna. L'ex calciatore della Lazio ha comunque ribadito l'intenzione di non voler denunciare nessuno: "Se non fosse stato accusato un tifoso della Lazio non ne avrei neppure parlato", ha dichiarato il serbo nell'ultima conferenza stampa prima di Lazio-Bologna.

Sinisa Mihajlovic insultato, cosa è successo prima di Atalanta-Lazio

Gli insulti a sfondo discriminatorio verso Sinisa Mihajlovic sono stati perpetrati da un agente presente vicino allo stadio Olimpico poco prima della finale di Coppa Italia dello scorso mercoledì. L'allenatore serbo si stava dirigendo con la sua macchina verso l'impianto, accompagnato dal direttore sportivo del Bologna Riccardo Bigon. Il mister avrebbe trovato la strada chiusa al traffico, motivo per il quale si sarebbe fermato a chiedere delle indicazioni a un agente nelle vicinanze. Tra i due sarebbe nato un feroce battibecco, conclusosi con il poliziotto che gli avrebbe urlato "Zingaro di m…". Un epiteto che Mihajlovic non ha digerito, a tal punto da scendere dalla macchina per cercare un confronto diretto con l'agente. Il mister è stato fermato da alcuni uomini delle forze dell'ordine e da dei tifosi della Lazio che si trovavano nelle vicinanze. Qualche giorno fa il Corpo di Polizia locale aveva respinto le accuse, accusando di allarmismo Arianna Rapaccioni, la moglie dell'ex difensore.