I lavoratori bengalesi del McDonald's che nei mesi scorsi hanno protestato per avere il pagamento degli stipendi arretrati, sono stati licenziati. A denunciarlo è il sindacato Usb, che sin dall'inizio della vicenda si occupa della vertenza. "La società che ha vinto l'appalto per fare le pulizie al McDonald's ha detto di volerli mandare via perché scontenta del lavoro, ma noi sappiamo che la verità è un'altra – spiega Elena Casagrande dell'Usb – Si tratta di lavoratori del settore che da anni si occupano proprio di McDonald's. Evidentemente la protesta ha dato fastidio, quindi quando è scaduto il contratto a termine con cui erano stati assunti nel passaggio tra la vecchia e la nuova azienda, hanno deciso di lasciarli a casa perché hanno visto che rivendicano le retribuzioni e i diritti". Usb ha lanciato una manifestazione di protesta per domani alle 10 davanti al McDonald's di piazza Margherita per denunciare quanto accaduto e chiedere il reintegro immediato dei lavoratori. "McDonald's dice che non ha responsabilità, ma questa cosa non è vera: ha l'obbligo di vigilare sulle condizioni di lavoro delle aziende che lavorano per la società".

La protesta dei lavoratori della pulitura del McDonald's di Roma

Le ditte che avevano in gestione la pulitura dei McDonald's di Roma, il Consorzio Angel Service e la Cooperativa L'Aquila 2011, non hanno pagato tre mesi di stipendi ai lavoratori bengalesi, impiegati per anni con contratti a termine. L'appalto è poi passato a un'altra ditta che ha assunto tutti alle stesse condizioni di prima. Quando i contratti a termine sono scaduti, non li ha rinnovati. "Mentre le ditte precedenti, il Consorzio Angel Service e la Cooperativa L'Aquila 2011, sono ora all'attenzione dell'Ispettorato del lavoro, per aver contrattualizzato a poche ore lavoratori che per anni hanno garantito almeno 8 ore giornaliere dalla mezzanotte alle 8 di mattina per 6 giorni su 7 a settimana, tutto l'anno senza ferie né festività, ora le nuove ditte subentrate nell'appalto, Mast e FD service, stanno procedendo alla sostituzione del personale. L'obiettivo è evidente: proseguire con lo stesso sistema dopo essersi liberati del personale recalcitrante", denuncia Usb. "Domani sarà la prima protesta, ma non ci fermeremo finché i lavoratori mandati via non saranno reintegrati".