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Latina in piazza contro le mafie: tutta la città con il giudice Lucia Aielli

A Latina in migliaia sfilano in solidarietà al magistrato antimafia Lucia Aielli: studenti, sindacati, magistrati, cittadini e istituzioni tutti assieme nel corteo organizzato da Libera. Nicola Zingaretti: “Nel Lazio le mafie ci sono, sbagliato non dirlo”.
A cura di Valerio Renzi
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Un  lungo corteo organizzato dall'associazione antimafia Libera ha attraversato Latina per concludersi davanti al tribunale della città. Studenti, sindacati cittadini e istituzioni si sono stretti in un abbraccio di solidarietà attorno al magistrato antimafia Lucia Aielli, vittima di una serie di gravi episodi di minacce, l'ultimo dei quali verificatosi lo scorso 19 novembre quando sono stati affissi manifesti mortuari con il suo nome, uno dei quali davanti alla scuola frequentata dalle figlie. Nel manifesto si annunciava la morte della Aielli e si indicava la data del suo funerale, proprio oggi, venerdì 28 novembre

Il procuratore capo di Latina Andrea De Gasperis  ha voluto ribadire la viltà del gesto arrivato che "colpisce proprio perché i manifesti sono stati affissi davanti la scuola delle figlie del giudice Aielli. Hanno voluto colpire la collega nei suoi affetti personali. La grande manifestazione di oggi ci fa capire che la società civile è presente". A De Gasperis ha fatto eco il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone: "La nostra solidarietà va al giudice Aielli – ha affermato il procuratore della Capitale – che da sempre collabora con noi. Ribadisco l'impegno della Dda di Roma nel continuare a combattere la criminalità organizzata e le infiltrazioni nel territorio pontino, un impegno costante e sempre più forte".

Zingaretti: "Le mafie nel Lazio ci sono, sbagliato non dirlo"

Ormai l'associazione Libera per il territorio di Latina è arrivata a parlare di una "quarta mafia", tanto ormai è profonda l'influenza dei clan nell'economia e nella vita sociale e politica della provincia. Un fenomeno lento, iniziato negli anni '80 con lo sbarco delle famiglie di camorra, e che non si è mai arrestato. Così le mafie non hanno paura di arrivare a minacciare in maniera così plateale un giudice. Senza contare che non è il primo episodio inquietante di cui è stata vittima Lucia Aielli: nell'ultimo anno per due volte "sconosciuti" hanno fatto irruzione nella sua abitazione. Altre minacce gli sono stare rivolte direttamente in un'aula di tribunale qualche mese fa da un 37enne di Latina che aveva fatto arrestare. La Aielli è stata protagonista del processo Damasco 2 che ha portato alla sbarra 33 imputati per le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel mercato di Fondi.

Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti dal forum "Lazio senza magie" in corso da oggi presso l'Istituto Galilei di Roma. "Il 12 dicembre la Regione sarà a Latina per stare al fianco del magistrato Aielli, perché chi si espone di più non deve sentirsi solo, ma deve sentire accanto a sé la forza della moltitudine – ha annunciato il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti – Anche noi oggi, idealmente, siamo con loro, nel Lazio, al fianco di questo magistrato che sta lottando anche per la nostra libertà".

"Le mafie nel Lazio ci sono, è sbagliato non dirlo. Abbiamo voluto organizzare ‘Lazio senza mafie' per diversi motivi – ha affermato Zingaretti – Uno è legato a una mia esperienza di quando ero studente: quando uccisero Falcone decidemmo di organizzare un campeggio antimafia a San Vito Lo Capo e sulle prime i turisti dicevano di noi tutto il peggio possibile perché sostenevano che gli stavamo rovinando la vacanza. Ma con il passare dei giorni iniziarono a frequentare sempre di più le serate che organizzavamo e il campeggio si concluse con una manifestazione in cui loro erano in prima fila. Per questo dobbiamo dire che la mafia nel Lazio c'è – ha sottolineato – è sbagliato non dirlo e parlarne è il primo passo per esserne coscienti. E' la precondizione per combattere un fenomeno che è già entrato nella nostra economia".

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