Antonio De Santis
in foto: Antonio De Santis

In seguito allo sciopero generale dei dipendenti delle partecipate capitoline dello scorso 25 ottobre, la sindaca Raggi aveva invitato oggi i sindacati confederali in Campidoglio per un confronto. Tuttavia il tavolo è saltato perché, questo il motivo ufficiale, all'incontro erano stati invitati anche i rappresentanti dell'Usb e per questo Cgil, Cisl, Uil, ma anche Ugl, hanno deciso di abbandonare la trattativa. Secondo l'assessore capitolino al Personale, Antonio De Santis, la sindaca era pronta a fare tavoli separati, ma non c'è neanche stato il tempo di proporre una soluzione.

Assessore De Santis, perché Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno deciso di lasciare il tavolo?

In passato abbiamo già fatto incontri con i sindacati confederati, in cui Cgil Cisl e Uil chiedevano la separazione dei tavoli. In quel caso la chiedevano anche rispetto a Ugl e Usb. La sindaca ha sempre fatto anche tavoli separati con queste tre componenti della galassia sindacale e oggi è avvenuta la stessa cosa, nel senso che abbiamo fatto le convocazioni ai confederali, a Ugl e a Usb. Questa volta Cgil, Cisl e Uil non hanno mostrato, come fatto invece in precedenza, alcun tipo di opposizione rispetto alla presenza di Ugl. Al contrario, quando hanno visto i rappresentanti Usb presenti, non hanno lasciato neanche il tempo di trattare rispetto alla consueta separazione dei tavoli, ma hanno detto: "Se c'è Usb noi andiamo via". Tra l'altro mi stupisce che il tavolo l'abbia lasciato anche Ugl, che in passato è stata marginalizzata proprio da Cgil, Cisl e Uil e che invece ha lasciato anch'essa il tavolo per la presenza di Uusb. Non c'è stato, ribadisco, neanche il tempo di organizzare la separazione dei tavoli.

Cosa avreste proposto sindacati?

Dopo lo sciopero del 25, ci sarebbe stato bisogno di un chiarimento su determinati aspetti. Prima di tutto, quello che la sindaca ribadisce di continuo, ma che i sindacati non recepiscono o non vogliono recepire: questa amministrazione tira dritto verso il carattere pubblico delle aziende. Lo ha dimostrato e continuerà a dimostrarlo. Pur avendo evidentemente una visione di risanamento delle aziende stesse, che non possono essere gestite come in passato, ma che comunque devono restare pubbliche.

Che appello vi sentite di fare ai sindacati in vista del nuovo confronto convocato dalla sindaca per il prossimo 19 dicembre?

L'appello che ci sentiamo di fare è quello che ha fatto anche la sindaca, cioè è quello di vederci, di scambiarci delle opinioni, però la volontà deve essere bilaterale, non può essere unilaterale. Rispetto alle questioni che devono essere affrontate, a me appare risibile abbandonare un tavolo perché si chiede la separazione dei tavoli, istanza che tra l'altro sarebbe stata accolta, ma non c'è stato neanche modo di parlarne. Io non voglio parlare di pretesto, però lascio a voi ogni tipo di considerazione. Questo va a discapito dei lavoratori, dai quali devono tornare anche i rappresentanti sindacali a raccontare che hanno lasciato un tavolo perché la composizione non era quella che preferivano. Il che penso non sia quello che i lavoratori vogliano ascoltare.

Riuscirete a recuperare il rapporto con i rappresentanti sindacali?

Noi con la Funzione pubblica, una categoria molto importante in una città come Roma, abbiamo siglato due contratti, abbiamo condiviso determinate scelte su un massiccio piano assunzionale senza precedenti, abbiamo portato avanti dei ragionamenti che hanno avuto successo nei fatti. Se i sindacati confederali intendono percorrere questa stessa strada io credo che ne beneficerà la città, ma se invece l'atteggiamento è questo di oggi, non possiamo fare altro che osservarlo…