"Siamo preoccupati, speriamo che il Decreto Sicurezza possa essere cambiato in parlamento per la parte che riguarda il sistema di accoglienza dei migranti". A parlare è l'assessora alle Politiche Sociali di Roma Capitale, Laura Baldassarre. Come tanti altri amministratori locali, a dir la verità di ogni colore politico, sta lavorando in questi giorni affinché il Decreto Sicurezza firmato dal ministro dell'Interno e leader del Lega Matteo Salvini sia ammorbidito in più punti. In particolare per quanto riguarda il sistema d'accoglienza.

Ma cosa preoccupa l'amministrazione capitolina? Soprattutto la riforma degli Sprar, il sistema d'accoglienza gestito direttamente dalle amministrazioni comunali tramite bando e fondi vincolati del ministero dell'Interno, che finora ha dato i migliori risultati in termini di impatto sul territorio e integrazione. Non ci troviamo solo di fronte al taglio delle risorse destinate ai centri, che colpirebbero inevitabilmente proprio le esperienze più virtuose dove si privilegia l'accoglienza diffusa e non la concentrazione di grandi numeri in aree urbane, ma soprattutto limita l'accesso ai soli titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati, tagliando fuori i richiedenti asilo.

Se il decreto fosse approvato nell'attuale formula – e tutto fa pensare che così sarà, con il Movimento 5 stelle pronto a cedere alle richieste della Lega con solo poche voci fuori dal coro – secondo una simulazione effettuata dall'assessorato, almeno 1050 persone saranno espulse solo a Roma dal sistema Sprar. E dove andranno? Con tutta probabilità ad ingrossare i ghetti urbani e gli insediamenti abusivi che già rappresentano uno dei maggiori crucci dell'amministrazione, tra sgomberi e tendopoli che nascono dalla sera alla mattina: "Due saranno gli effetti negativi: i servizi sociali si dovranno fae carico di queste persone, e non ce la fanno, e aumenteranno le situazioni di illegalità. Speriamo che i parlamentari possano modificare, anche con l'accordo di Salvini, questa parte del decreto".