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La terribile storia di Regina: torturata, ustionata e costretta a prostituirsi dai vicini di casa

Il racconto di Regina, la 28enne di Albano Laziale torturata per mesi dai vicini di casa: l’amica Roberta, che chiama ‘sister’, la mamma di lei e soprattutto il fidanzato Roberto, autore dell’ultimo linciaggio: “Mi ha messo due stracci bocca per non far sentire le grida, mi ha trascinato nello sgabuzzino, zia Maria ha visto il ferro da stiro e mi ha detto di tenere duro. Roberto mi ha tirato con forza, mi ha tirato giù i pantaloni e mi ha bruciato con un cucchiaio rovente”.
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A cura di Enrico Tata
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Regina, torturata e costretta a prostituirsi dai vicini di casa
Regina, torturata e costretta a prostituirsi dai vicini di casa

Pochi minuti prima di essere trovata in casa gonfia di lividi e piena di gravi ustioni su tutto il corpo, Regina aveva comprato nove ciambelle fritte al bar. Un dettaglio che risulterà decisivo nelle indagini. Appena portata in ospedale, la 28enne di Albano Laziale dichiara che a ridurla così sono stati due extracomunitari, ma il suo racconto non convince nessuno. La versione viene confermata alle telecamere di Chi l'ha visto? dalla vicina di casa, Roberta, la ragazza del primo piano. Regina e Roberta si chiamano sister, hanno stretto amicizia dopo la morte della mamma. Per Regina la madre di Roberta è ‘zia Maria' e con loro, nell'appartamento, c'è spesso il fidanzato di Roberta, Roberto. "Quando la vedo Regina sta conciata male, mi porta nove ciambelle, ma noi siamo in tre, c'è qualcosa che non mi convince e allora le dico: ‘ora mi dici che ti è successo e chi è stato'", racconta Roberta. Aggiunge che secondo lei i mandanti sono gli zii e la nonna materni, interessati ad impossessarsi dell'appartamento. Quindici giorni dopo Roberta, la madre e il fidanzato vengono arrestati. L'accusa è di aver torturato per mesi Regina, di averla ustionata con un ferro da stiro e con un cucchiaio rovente, e di averla costretta a prostituirsi. Per gli investigatori la relazione fra le due ragazze "era mirata a portare la giovane a vivere, gradualmente nel tempo, una situazione dolorosa e avvilente, di sottomissione fisica e mentale. Il ruolo dell’uomo, subentrato nella vicenda circa due mesi fa, avrebbe determinato l’escalation dei comportamenti violenti e vessatori, caratterizzati da sopraffazione sistematica, sofferenza, privazione, umiliazione e disagio continuo della vittima".

"Dovevo mangiare le ciambelle e se non mangiavo mi picchiavano"

Regina si convince a parlare: "Quando non arrivavo a guadagnare 800 euro al mese, Roberto mi picchiava. A Roberta e a zia Maria dispiaceva. ma mi dicevano che erano dei riti e che dovevo resistere". Non solo. Ogni mattina Regina viene obbligata a comprare almeno sei ciambelle o cornetti, panini, cibi fritti in generale che lei deve mangiare per forza. Per farla ingrassare le danno anche delle medicine. "Se non mangiavo mi picchiavano, se non portavo i soldi mi picchiavano", dice. Regina non è più come in foto, ma grassa, piena di lividi e con i capelli corti. Il 2 luglio concorda una prestazione sessuale con un cittadino egiziano: "L'ho vista ingrassata e piena di lividi, indossava un paio di mutandine, era ridotta veramente male e le ho subito detto che sarei andato via". Pur non avendo incassato abbastanza, Regina scende dai vicini: "Roberto mi chiede se ho portato tutti i soldi, io gli dico di no, perché ridotta così i clienti non vengono. Mi mette due stracci bocca per non far sentire le grida, mi ha trascina nello sgabuzzino, zia Maria vede il ferro da stiro e mi dice di tenere duro. Roberto mi tira con forza, mi porta nello sgabuzzino e chiude la porta, mi tira giù i pantaloni e mi brucia, faccio pipì per paura". Regina passa la note a cercare clienti e alle 5 di mattina Roberto le chiede di comprare e portagli nove ciambelle. Le deve mangiare tutte, una dopo l'altra e davanti a loro. Non ce la fa, vomita e allora Roberto la colpisce alla coscia con un coltello, la picchia con un manganello, con un martello, con la gamba di un tavolo e la ustiona con un cucchiaio rovente. Cammina a malapena, con il viso gonfio, ma riesce a rientrare in casa. Così la trovano gli agenti.

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