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Il maiale che ha ucciso un uomo e ha gravemente ferito un bambino di due anni a Corcolle non avrebbe dovuto stare in quel recinto. Il padre del piccolo e proprietario del terreno aveva un'autorizzazione per allevare soltanto capre e certamente non scrofe. Per questo, riporta oggi Giulio De Santis sul Corriere della Sera, rischia di essere indagato per omicidio colposo. Suo figlio, fortunatamente, non è più in pericolo di vita, anche se resta ricoverato all'ospedale Bambino Gesù. Il suo amico, che aveva accompagnato il piccolo a vedere i maialini appena nati, ha invece perso la vita in quel recinto a causa dell'aggressione subita dalla scrofa, che probabilmente voleva proteggere i suoi maialini da eventuali minacce. Nelle prossime ore si valuterà se abbattere o meno l'animale, anche se le associazioni degli ambientalisti si sono schierate nei scorsi giorni contro questa ipotesi. La Lav, Lega Anti Vivisezione, per esempio, "ha presentato un’istanza alla Procura della Repubblica nella quale sottolinea che non vi sono ragioni, anche giuridiche, per far procedere all’uccisione della mamma e che, quindi, gli animali dovrebbero essere dati in affidamento a chi ne garantirà la vita senza diventare salami e braciole".

La tragedia a Corcolle

Nel pomeriggio del 6 dicembre un uomo è morto a Corcolle, alla periferia di Roma, in seguito all'aggressione di una scrofa. I carabinieri hanno ricostruito che il signore aveva aperto il recinto degli animali per far vedere a un bimbo di due anni i maialini appena nati. La scrofa li ha aggrediti entrambi: per l'uomo non c'è stato nulla da fare, mentre il bambino, salvato dai genitori, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.