"Questi sono tutti figli di puttana alla fine e pensano al loro culo politico, non pensano a Roma, non frega un c…o nessuno, questa è la verità: di Roma non gliene frega un c…o a nessuno". È il 4 marzo del 2017. Il progetto del nuovo stadio della Roma di Tor di Valle ha appena subito l'ennesimo stop. Un nuovo rallentamento nell'iter di di approvazione del progetto che fa andare Luca Parnasi su tutte le furie. Il costruttore romano si lamenta con i suoi collaboratori sostenendo che i tempi per la realizzazione dell'impianto stanno diventando troppo lunghi. "Ci ho messo 26 milioni e mi rode il culo e così rischiamo che Pallotta va via. Noi dobbiamo dire a Comune e Regione cosa devono fare…, cercando di comprimere il più possibile i tempi", dice in una conversazione intercettata.

Il costruttore si lamenta di Michele Civita, l'ex assessore regionale ora agli arresti domiciliari con cui Parnasi ha costruito un solido rapporto, non ha fatto nulla per  e dell'avvocato Luca Lanzalone, il delegato della Raggi per le questioni inerenti allo stadio. Parnasi si sfoga: "Dobbiamo dire noi come si fanno le cose non farcele dire da Lanzalone…persone che non hanno mai fatto una convenzione a Roma o Civita che fa il politico sulla pelle nostra. Definiamo i tempi noi e gli diciamo si deve fare così perchè sennò siamo morti … dobbiamo invertire la marcia, quello che è successo ieri è grave… per questo mi sono mangiato Luca Bergamo e dobbiamo dire: signori si fa così ma il tono deve essere fermo e irremovibile". Questo il testo delle conversazioni intercettate di Parnasi riportato dall'agenzia Ansa.

Luca Parnasi è uno dei nove arrestati nell'ambito dell‘inchiesta della procura di Roma sul progetto dello stadio di Tor di Valle. Oltre al costruttore romano sono stati arrestati alcuni suoi collaboratori, l'avvocato Luca Lanzalone, l'ex assessore regionale Michele Civita e il vice presidente della Regione Lazio Adriano Palozzi.