La metro B compie 60 anni, la storia di un cantiere infinito

Era il 9 febbraio del 1955 quando l'allora il presidente della Repubblica Luigi Enaudi inaugurò la linea B della metropolitana di Roma. Oggi sono passati sessant'anni esatti dal taglio di quel nastro e la corsa della metro B ancora non si è fermata, continuano i lavori per aggiungere nuove fermate, mentre Roma aspetta ancora quella radicale cura del ferro che allenti la morsa del traffico. Nei progetti iniziale del di Mussolini, quella che sarebbe poi diventata la metro B, doveva servire a portare i visitatori da Termini all'Eur, dove si sarebbe dovuta svolgere l'esposizione universale del 1942, annullata ovviamente dal sopraggiungere degli eventi bellici. La metro avrebbe dovuto favorire poi l'espansione della città verso il mare, naturale proseguimento della ferrovia che da Ostiense arrivava e arriva tutt'ora ad Ostia. Con il sopraggiungere della seconda guerra mondiale i cantieri andarono in panne, le gallerie scavate usate come rifugi antiaerei. Per vedere proseguire i lavori bisognerà aspettare il grande impulso della ricostruzione nel 1948.
Con il boom economico la città cresce ben oltre i suoi confini storici, le borgate e i borghetti di baracche vengono assorbiti nel tessuto urbano, si pianificano nuovi quartieri. Ma prima arriva e poi, sempre in ritardo e arrancando, secondo un vecchio vizio della città, i mezzi e i servizi. Così nel 1990, ben 35 anni dopo l'inaugurazione di Einaudi, la linea arriva fino a Rebibbia raggiungendo i 18 chilometri di rotaie. Ma intanto le esigenze della città cambiano e la linea si sdoppia, da Piazza Bologna altre quattro fermate raggiungono Conca d'Oro nel 2012, mentre tra qualche mese dovrebbe essere inaugurata la nuova fermata di Piazzale Jonio (nella foto). Nei progetti si vorrebbe prolungare la linea fino a San Basilio e poi al raccordo, ma soldi in cassa il comune non ce l'ha e c'è un project financing per reperire i fondi necessari. Ma per ora tutto è ancora fermo.