Marina, la mamma di Marco Vannini, ucciso a 20 anni da un colpo di pistola nella villetta dei genitori della fidanzata a Ladispoli, oggi ha incontrato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che l'ha ricevuta, come promesso, dopo la sentenza della Corte d'appello che ha ridotto la pena da 14 a 5 anni di carcere ad Antonio Ciontoli e a tre per gli altri membri della famiglia, ritenuti responsabili della morte di Marco, il 18 maggio del 2015. In un'intervista rilasciata a Fanpage subito dopo l'incontro, mamma Marina ha commentato lo scambio avuto con Bonafede e ha spiegato: "Il ministro mi ha detto di confidare nella giustizia fino all'ultimo grado di giudizio". Un incontro quello tra mamma Marina e Bonafede che era stato annunciato dal ministro in un video pubblicato sui social network a margine della sentenza dello scorso 29 gennaio. In quell'occasione, il ministro ha espresso il suo disappunto nei confronti delle affermazioni del giudice che invitava i familiari di Marco a ‘fare un giro a Perugia', luogo in cui vengono mandate le denunce contro chi compie oltraggi nei confronti di un giudice della Corte d'Appello. "Il ministro Bonafede è una persona squisita a mio avviso, mi è venuto a prendere sulla porta e mi ha portato dentro il suo ufficio – ha detto la mamma di Marco, parlando dell'incontro – Chiaramente però come lui già mi aveva spiegato, non può entrare nel merito della sentenza, ma conoscendomi di persona ha voluto esprimermi la sua vicinanza in questo momento di dolore e per me è fondamentale". Mamma Marina ha detto che: "Mi fa piacere essere stata ricevuta dal ministro della Giustizia oltre al sostegno di quasi tutti i cittadini italiani indignati per la sentenza". E ha detto di essergli sembrato "una persona vicina ai problemi del popolo, mi ha detto di aver seguito la storia di Marco fin dall'inizio ed è stata una vicenda che lo ha colpito molto. Le sue parole mi hanno rassicurato come quelle di un padre".

Marco Vannini, tantissimi cittadini dalla parte di mamma Marina

Mamma Marina ha spiegato che era da tanto tempo che non usciva e non si mostrava in pubblico dopo la sentenza, specialmente a Roma. "Tantissime persone mi hanno fermata in strada, dopo avermi riconosciuta, tutti erano indignati dalla sentenza" ha detto Marina, parlando di oggi. "Le persone che ho incontrato mi abbracciavano e piangevano, dicendomi ‘non abbiamo parole, siamo con lei". Marina non molla: "Adesso attendo che arrivino le motivazioni della sentenza e vedremo come andrà in Cassazione, sono disposta a rivolgermi alla Corte europea".