13 Novembre 2017
12:20

Cranio Randagio, un anno dopo la morte parla la mamma: ‘Silenzio immorale su mio figlio’

La mamma del ragazzo, Carlotta Mattiello, ha scritto una lunga lettera al Corriere della Sera in cui ripercorre quelle drammatiche ore, chiede di non dimenticare suo figlio e di provare a fare luce sui tanti punti ancora oscuri della vicenda.
A cura di Enrico Tata
Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio Randagio
Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio Randagio

Sabato 12 novembre 2016, un anno fa esatto, Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio Randagio, veniva trovato morto dopo una festa in casa di alcuni amici. A distanza di dodici mesi sono ancora molti gli interrogativi su quanto accaduto quella notte e la mattina successiva. La mamma del ragazzo, Carlotta Mattiello, ha scritto una lunga lettera al Corriere della Sera in cui ripercorre quelle drammatiche ore, chiede di non dimenticare suo figlio e di provare a fare luce sui tanti punti ancora oscuri della vicenda. Tante ancora le domande a cui la signora Mattiello vuole una risposta dagli inquirenti:

Chi c’era in quella casa quella notte? Mio figlio si è accasciato o non si è mai svegliato? Hanno prima ripulito la casa o prima si sono preoccupati di Vittorio? È entrata in quella casa la Scientifica? A che ora è morto? Poteva essere salvato? Solo lui ha preso sostanze a quella festa? Hanno preso anche gli altri le stesse sostanze di mio figlio? Sono stati fatti test tossicologici sugli altri? Le ha portate tutte lui? Se sì, dove le ha prese? Le ha comperate da solo? Se no, chi le ha portate? Dove le hanno prese? Mio figlio l’hanno ammazzato? Mio figlio si è suicidato? È stata solo sfortuna? La droga è illegale, mio figlio ha pagato con la morte, se non era l’unico, cosa succede agli altri? Se la droga è illegale cosa succede agli spacciatori che gliel’hanno venduta?

Secondo la signora Mattiello è "morale e incivile l’omertà di chi era con lui quella sera, ragazzi di 20 anni come lui, che hanno pensato a ripulire la casa (sembra non sia stato trovato nemmeno un mozzicone di sigaretta, che per una festa di 20enni è bizzarro) e hanno negato qualunque tipo d’informazione oltre a far passare lui come il rapper tossico che ha portato tutto il necessario per poi farselo da solo e morire da solo e da stronzo mentre tutti gli altri bevevano camomilla".

La morte del rapper Cranio Randagio

Il 22enne Vittorio Bos Andrei è morto per un mix di droghe in un appartamento alla Balduina, Roma, dove si era svolta una festa tra amici. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, gli altri ragazzi che partecipavano alla festa avrebbero ripulito a fondo l'appartamento prima dell'arrivo dei soccorritori e delle forze dell'ordine. Non è chiaro chi abbia venduto la droga a Cranio Randagio e se anche gli altri partecipanti abbiano fatto uso dello stesso mix di sostanze.

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