Le uniche certezze sulla morte di Vittorio Bos Andrei, il rapper Cranio Randagio, rimangono quelle emerse dall'autopsia: il ragazzo è morto per un mix di droghe e alcol. Non si conosce l'ora della morte, non è chiaro chi abbia venduto la droga al 22enne, nessuno tra i ragazzi che erano con lui quella notte ha mai parlato. “È stato un anno silenzioso”, dichiara Carlotta Mattiello, mamma del rapper romano scomparso scomparso un anno fa. “Non si è fatto avanti nessuno. Ho ricevuto solo un messaggio di condoglianze, molto formale, dalla famiglia del ragazzo dove si è tenuta la festa. Penso che i ragazzi che erano presenti non parlino per paura, sarà sfuggita di mano la situazione", ha dichiarato la signora Mattiello ai microfoni di Radio Cusano Campus.

Secondo mamma Carlotta i ragazzi che erano con suo figlio nell'appartamento in cui si era tenuta un festino tra ragazzi "hanno paura di finire in qualcosa più grande di loro. Mio figlio ha certamente le sue responsabilità, non accuso nessuno della sua morte. Se succede qualcosa, però, non ci si può tirare indietro. Tutti devono assumersi le loro responsabilità. Voglio la verità qualsiasi essa sia”. Le indagini sono sono ancora concluse, la verità deve essere ancora accertata. Non è ancora chiaro, per esempio, a che ora Vittorio ha perso la vita. Particolare decisivo per capire se, con soccorsi più tempestivi, avrebbe potuto salvarsi. "Vittorio non torna indietro, non serve neanche la vendetta. Serve che quello che gli è successo sia da esempio per altri ragazzi”, racconta ancora la mamma del ragazzo.

La musica di Cranio Randagio vive ancora

A gennaio verrà pubblicato il suo ultimo disco, quello a cui stava lavorando e a cui, secondo la mamma, "teneva tantissimo. Voglio lasciarlo in eredità e per questo sarà in free download. Vittorio aveva iniziato da poco, era un emergente, un cane sciolto. Sto cercando di fare ordine per chiudere tutti i suoi lavori che erano rimasti aperti. Abbiamo fatto uscire il singolo per l’anniversario della sua morte".