Tremila e duecento euro di crediti contributivi scambiati per debiti. Una svista dell'Inps, secondo la Cooperativa Capodarco, che ha portato all'estromissione dalle gare pubbliche e ha messo a rischio i circa 1800 lavoratori della cooperativa, il 40 per cento dei quali sono disabili. Capodarco gestisce in tutta Italia servizi per la pubblica amministrazione e in particolare a Roma e nel Lazio si occupa dei Cup (i centri prenotazione e pagamento ticket) di diverse Asl del territorio. “Siamo finiti al centro di una situazione kafkiana! Per un’errata valutazione dell’Inps abbiamo ricevuto un Durc irregolare. Alcune Amministrazioni Pubbliche, anche di fronte a ricorsi ancora da definire, stanno escludendo la Cooperativa da appalti regolarmente aggiudicati e fondamentali per la sua sopravvivenza, come nel caso della Asl Roma 2”, denuncia Roberta Ciancarelli, ex amministratrice giudiziaria di Cooperativa Capodarco ed attualmente presidente.

Spiega ancora Ciancarelli che la Cooperativa Capodarco "è un’azienda sana che esce nel 2017 da un anno di Amministrazione Giudiziaria che l’ha vista rientrare in un percorso di legalità e trasparenza riconosciuto dal Tribunale, e ancora oggi è sottoposta ad un controllo giudiziale a garanzia del suo corretto operato. In questi mesi è stato messo in campo un profondo sforzo di cambiamento organizzativo e gestionale che ha coinvolto la maggior parte dei soci lavoratori; sarebbe drammatico dover subire una crisi aziendale determinata da un fattore totalmente esterno alla Cooperativa e addebitabile esclusivamente ad un caso di burocrazia paradossale”.