L’assessore Caudo: “La rimozione di via dei Fori Imperiali non è più un tabù”

La questione è delle più delicate, un dibattito serrato ed aspro che va avanti dal dopo guerra. Via dei Fori Imperiali può essere rimossa per ricostituire l'unitarietà delle vestigia di Roma Antica? Oppure ricucire lo strappo aperto dal fascismo sarebbe un errore madornale dal punto di vista del rispetto della storia della città? Via dei Fori Imperiali fa parte ormai della fisionomia della città in maniera irrinunciabile? Si tratta davvero di "antifascismo urbanistico" e basta come vogliono i detrattori della proposta?
Giovanni Caudo, assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, non sembra avere troppo dubbi: per costruire il "parco archeologico urbano più grande del mondo", ricucire lo strappo tra le rovine sembra essere irrinunciabile, non basta la pedonalizzazione integrale della strada che va dal Colosseo a Piazza Venezia.
Così l'assessore in un'intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica: "La commissione di esperti ha rimesso in discussione il vincolo monumentale su via dei Fori Imperiali, anche se sulla rimozione della strada mantiene una posizione contraddittoria e restituisce posizioni diverse. Per noi la rimozione dello stradone tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci per liberare e dare continuità ai Fori Imperiali non può e non deve più continuare ad essere un tabù. Chiunque, dopo aver visto la bellissima ricostruzione virtuale del Foro di Augusto di Piero Angela, ha maturato la convinzione che non può esserci un nastro di asfalto sopra i Fori. Ed è quanto prevedeva già il Progetto di Leonardo Benevolo e di Francesco Scoppola nel 1988, bisogna ripartire da lì".
Un radicale riassetto che per Caudo deve in ogni caso valorizzare tutte le stratificazioni storiche, compresa la strada voluta da Mussolini per le parate militari. "Bisogna rimuovere via dei Fori imperiali fino a largo Corrado Ricci. Un progetto che sono convinto riuscirà a dare ancora corpo alle diverse stratificazioni che l'area ha avuto, compresa quella degli anni '30, ma che sceglie di ricostituire l'integrità degli spazi dei Fori, assicurando la continuità fra Mercati Traianei, Foro di Traiano, Foro di Augusto, Foro di Nerva, fino al Foro della Pace voluto da Vespasiano. Un progetto che accetta la sfida dell'innovazione e della sperimentazione per disegnare i percorsi, anche a quote archeologiche, tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci".