Camilla Romagnoli investita a Corso Francia
in foto: Camilla Romagnoli investita a Corso Francia

Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli potrebbero aver attraversato quando il semaforo pedonale era ancora verde. A sostenerlo è l'avvocato della famiglia Romagnoli, Cesare Piraino, che questa mattina ha notificato nuovi elementi in Procura. "Abbiamo accertato che il semaforo pedonale di corso Francia, teatro della tragedia, ha una peculiarità. Non presenta il semaforo giallo che avverte i pedoni di accelerare il passo, ma presenta solo il semaforo verde e rosso – ci spiega l'avvocato Piraino raggiunto telefonicamente da Fanpage.it – c'è prima un verde che dura 26 secondi e mezzo dopodiché c'è il verde lampeggiante per 3 secondi e poi diventa subito rosso. Dopo un ulteriore secondo diventa verde per le macchine. Grazie a questi nuovi elementi possiamo dire sicuramente  che le ragazze abbiano iniziato l'attraversamento quando per loro era ancora verde". 

La posizione di Pietro Genovese

Questo nuovo scenario potrebbe cambiare notevolmente la lettura della vicenda oltre che aggravare la posizione di Pietro Genovese, il 20enne alla guida della Renault modello Koleos che la notte tra il 21 e il 22 dicembre ha investito e ucciso le due amiche del cuore. Genovese, detenuto agli arresti domiciliari, al momento dell'incidente si trovava in auto con due amici e si trovava al volante con un tasso alcolemico di 1.4, ben oltre i limiti consentiti per legge.

La dinamica dell'incidente: al vaglio le telecamere

Il luogo dell'impatto e tanti altri dettagli utili a ricostruire l'intera dinamica dell'incidente sono ancora da definire, anche perché i diversi testimoni interpellati hanno fornito agli inquirenti versioni in parte divergenti.  Non è chiaro ancora oggi se Gaia e Camilla abbiano scavalcato il guard-rail centrale o se abbiano attraversato sulle strisce pedonali o a pochi passi da esse, andando verso l'inizio della rampa per il Foro Italico. L'acquisizione di alcune immagini delle telecamere di sicurezza di alcuni esercizi commerciali lungo Corso Francia, aiuterà a fare chiarezza su quanto è accaduto quella tragica sera, poiché potrebbero aver ripreso gli attimi precedenti e successivi al tragico impatto. Questi nuovi elementi potranno stabilire il punto esatto dello schianto e la velocità dell'automobile, anche se già nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari si legge che la vettura andava ad una velocità ‘di gran lunga superiore al limite dei 50 chilometri all'ora'.