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Intercettati parlavano di “pesce fresco”, ma trafficavano hashish da Roma a Trieste

Spacciavano hashish tra Roma, la Valtiberina e Trieste: con l’operazione “Saudade 2” la Polizia di Stato, in un’operazione congiunta tra la squadra mobile di Perugia e il commissariato di Città di Castello, dove sono stati arrestati due fratelli, titolari di una pescheria e già noti alle forze dell’ordine.
A cura di Valerio Renzi
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Spacciavano hashish tra Roma, la Valtiberina e Trieste: con l'operazione "Saudade 2" la Polizia di Stato, in un'operazione congiunta tra la squadra mobile di Perugia e il commissariato di Città di Castello, dove sono stati arrestati due fratelli, titolari di una pescheria e già noti alle forze dell'ordine. I due sono stati ascoltati a lungo dagli investigatori mentre quasi ogni giorno si prolungavano in telefonate sospette trattando dell'acquisto di "pesce fresco": c'è voluto poco agli inquirenti per capire che non si trattasse di merce ittica ma di droga.

I due sono stati ascoltati a lungo dagli investigatori mentre quasi ogni giorno si prolungavano in telefonate sospette trattando dell'acquisto di "pesce fresco": c'è voluto poco agli inquirenti per capire che non si trattasse di merce ittica ma di droga. I due infatti si rifornivano di ingenti quantità di hashish, una minima parte la spacciavano direttamente a Città di Castello, mentre la maggior parte del carico continuava il suo viaggio fino a Trieste dove, solo alcuni giorni fa, in un'altra operazione sono state perquisite le abitazioni di altrettanti indagati.

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