Il ministro Roberto Speranza ha visitato i laboratori di Pomezia dove è stato sviluppato un candidato vaccino anti Covid–19
in foto: Il ministro Roberto Speranza ha visitato i laboratori di Pomezia dove è stato sviluppato un candidato vaccino anti Covid–19

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha visitato ieri i laboratori della Irbm di Pomezia, dove si sta sperimentando in questi giorni un candidato vaccino contro il coronavirus, considerato il tentativo allo stato più avanzato ad oggi nel mondo. L'azienda italiana, ricordiamo, sta testando questo vaccino studiato in collaborazione con la Oxford University e che sarà sviluppato dalla multinazionale farmaceutica AstrAzeneca. "Siamo grati al ministro della Salute, Roberto Speranza, per la visita che ha voluto fare, insieme al direttore generale dell'Aifa, Nicola Magrini, alla nostra azienda e gratificati dalle sue parole di apprezzamento del lavoro svolto dai ricercatori dell'Irbm. Lo ringraziamo, inoltre, per aver portato l'Italia nel gruppo dei governi leaders per la contrattualizzazione relativa alla produzione e distribuzione del vaccino che stiamo testando", ha dichiarato l'amministratore delegato di Irbm, Piero Di Lorenzo. "Non era affatto scontato e invece la firma del ministro ha dato un ruolo all'Italia, che certamente garantirà ai cittadini italiani di poter utilizzare il candidato vaccino, nel momento in cui, come tutti ci auguriamo sarà validato in tempi oggettivamente vantaggiosi", ha concluso Di Lorenzo.

Nei giorni scorsi l'accordo con AstrAzeneca per 400 milioni di dosi

Nei giorni scorsi, infatti, l'Italia ha sottoscritto, insieme a Germania, Francia e Olanda, un contratto con Astrazeneca per l'approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino da destinare agli europei. "L'impegno prevede che il percorso di sperimentazione, già in stato avanzato, si concluda in autunno con la distribuzione della prima trance di dosi entro la fine dell'anno. Con la firma arriva un primo promettente passo avanti per l'Italia e per l'Europa. Il vaccino è l'unica soluzione definitiva al Covid 19. Per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi", aveva dichiarato Speranza.

Come funziona il vaccino di Oxford e Pomezia

Il laboratorio di Pomezia in passato ha realizzato anche il vaccino anti-ebola e lo Jenner Institute della Oxford University ha realizzato il vaccino anti-mers in sperimentazione in Arabia Saudita. A Oxford hanno sintetizzato il gene della proteina spike del nuovo coronavirus, il Sars-CoV-2,  cioè la proteina che trasmette il contagio e aggredisce il sistema immunitario umano. Questo gene, depotenziato, deve essere inserito nell'organismo:  "C'è bisogno di uno shuttle, di un veicolo che lo introduca nell'organismo. Noi abbiamo questo expertise (letteralmente competenza, abilità ndr.) particolare, messo appunto in occasione della produzione del vaccino anti ebola, fatto nei nostri laboratori e l'abbiamo messo a disposizione. In pratica abbiamo caratterizzato l'adenovirus, cioè il virus del raffredore, che è stato reso innocuo ed è stato utilizzato come un veicolo, il nostro shuttle, sul quale viene caricato il gene della proteina spike che è stato sintetizzato ad Oxford ed è stato depotenziato. L'obiettivo, come detto, è quello di trasportarlo nell'organismo umano", ha spiegato Di Lorenzo.