Due donne, due vite unite dallo stesso destino. Elena Morè e Antonietta Gargiulo condividono lo stesso dolore: il marito della prima, Marco, gettò i loro bambini, Samuele di 4 anni ed Emanuela di 14 mesi, dalla finestra di casa e poi si tolse la vita a sua volta. Luigi Capasso, marito della Gargiulo, ha ucciso le figlie, Alessia e Martina, dopo aver sparato alla moglie e poi si è suicidato. Elena Morè ha voluto scrivere una lettera all'altra donna, scritto riportato dal Corriere della Sera e letto in televisione nel corso della tramissione ‘Storie Italiane', per dirle che "tornare a vivere si può", nonostante la tragedia.

Questa una parte della lettera di Elena Morè:

"Non ceda ai sensi di colpa, non se li dia. Perché deve sapere che ha fatto tutto ciò che doveva e poteva. Spero tanto ce la faccia anche Antonietta perché tornare a vivere si può. a cosa che più mi fa rabbia è che questa donna aveva chiesto aiuto. E aveva spiegato la situazione al comandante del marito. Le persone sapevano, eppure… Anch’io sapevo che mio marito era entrato nel tunnel di una depressione profonda che solo terapie psichiatriche e psicanalitiche avrebbero potuto curare. Decisi che dovevamo chiedere aiuto anche noi, ma lui no, non voleva. Ho rispettato le mie scelte e sono rimasta: fin che morte non ci separi, avevo promesso.Ha vissuto l’inferno prima, ma ora sarà peggio. E ci saranno tantissime lacrime: Chieda aiuto a persone competenti che le stiano vicino mentre riprende il suo cammino”.

La tragedia che colpì la signora Morè risale a sei anni fa. Era il 2012 quando a Cesena il marito gettò dalla finestra i suoi figli. La donna riuscì a salvarsi, nonostante il coniuge avesse intenzione di uccidere anche lei. "Antonietta sappia che quel giorno una parte di lei è morta, per sempre. Avrà una seconda vita, parallela, ma ovunque andrà non sarà mai più la stessa persona di prima. Non so come dire: incompleta, ecco", ha raccontato Morè al Corriere della Sera.