Il Cinema Aquila rischia la chiusura, il Comune ritira la concessione

Era il giugno del 2008 quando il Cinema Aquila al Pigneto riprendeva le proiezioni. Una riapertura fortemente voluta dai cittadini e dai comitati, quanto dalle istituzioni locali. Due sale e una programmazione di qualità, che ha ospitato in questi prime visioni, rassegne di film, documentari, corti, dando la possibilità agli esordienti o a pellicole fuori dal circuito commerciale e della grande distribuzione di confrontarsi con il pubblico, e ad un pubblico esigente o curioso di poter apprezzare questi lavori.
L'Aquila è gestito dal consorzio Sol.Co, a cui il Comune di Roma ha affidato il bene sequestrato alla banda della Magliana, ma ora la concessione è stata revocato e il Comune rivuole il bene nella sua disponibilità entro il prossimo 9 giugno. Un fulmine a ciel sereno per i gestori che difendono il lavoro svolto e ricordano che la concessione sarebbe scaduta naturalmente tra tre anni. Così domani i lavoratori dell'Aquila sciopereranno, mentre in rete si raccolgono le firme per salvare la sala. "Perché la politica romana non ama questo cinema? – si legge nella petizione – Quali sono i politici che vogliono usare il Cinema Aquila per i propri fini, ma minando l'autonomia che lo contraddistingue da sempre?". Secondo i sostenitori dell'esperienza della sala l'Aquila "oggi diventa vittima di procedimenti amministrativi poco limpidi e assolutamente privi di fondamenta". Nel mirino il nuovo bando con cui il comune vorrebbe riassegnare la struttura assegnandola a enti di volontariato, cosa che per i lavoratori vorrebbe dire perdere l'impiego.
Ma l'assessore alla cultura Giovanna Marinelli non ci sta e spiega: "Il nuovo bando per la gestione del Cinema Aquila sarà destinato alle cooperative sociali, così come lo era quello originario. Questo ci permette di affrontare la necessaria continuità occupazionale dei lavoratori coinvolti, nel pieno rispetto degli indirizzi che la legge prevede per i beni confiscati alla mafia. È il risultato di un percorso comune con il municipio V che ha come obiettivo la salvaguardia di un progetto culturale così profondamente radicato nel territorio cittadino e che le difformità riscontrate sul piano amministrativo stava mettendo a rischio".