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9 Ottobre 2016
16:32

Ignazio Marino al veleno dopo l’assoluzione: “Orfini dovrebbe dimettersi”

Ospite della trasmissione tv “In mezz’ora” dopo l’assoluzione per il cosiddetto “caso scontrini”, l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino ha sparato a zero contro Matteo Orfini: “Ha portato alla più grave disfatta del partito a Roma dagli ultimi 30 anni: in un’azienda uno così si dimetteva”. Su Renzi: “Scaltro, ma su di me mal consigliato”
A cura di Francesco Loiacono
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Dopo l'assoluzione per il cosiddetto "caso scontrini", l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino ha molti sassolini da togliersi dalle scarpe. Ospite della trasmissione tv "In mezz'ora", condotta da Lucia Annunziata, l'ex primo cittadino se l'è presa con uno dei suoi obiettivi preferiti da quando è stato sfiduciato come sindaco della Capitale, vale a dire il presidente del Partito democratico, Matteo Orfini: "Orfini mi ha difeso in un primo momento perché c'era Mafia Capitale e il Pd aveva arrestati e indagati e dunque gli conveniva sostenermi. Poi però non convenivo più". Queste le prime parole di fuoco di Marino, nella prima intervista dopo l'assoluzione.

"Orfini? In un'azienda uno così si dimetteva"

Secondo Marino, sul suo caso il presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato mal consigliato: "Ha fatto un errore gravissimo perché ha allontanato un sindaco che stava facendo ciò per cui lui era piaciuto al paese, un programma di liberalizzazioni per recuperare denaro per il debito. Credo che il presidente del Consiglio, che è scaltro e intelligente, è stato molto mal consigliato. Diversamente mi avrebbe sostenuto". E sul banco degli imputati finisce nuovamente Orfini, nominato commissario del Pd a Roma: "Uno che non ha mai amministrato nulla, ha chiuso circoli, ha lasciato debiti con le morosità delle sezioni, ha portato alla più grave disfatta del partito a Roma dagli ultimi 30 anni: in un'azienda uno così si dimetteva e invece resta attaccato alla poltrona". E sempre di Orfini sarebbe la responsabilità della fine del suo mandato da sindaco: non è avvenuto "a causa della Procura di Roma", ma perché "Orfini ha convocato gli assessori prima e i consiglieri poi dicendo che dovevano dimettersi violentando la volontà di 700mila elettori".

Marino rischiava tre anni di condanna

Per Marino, accusato di peculato, truffa e falso, lo scorso 29 settembre la procura aveva chiesto tre anni di condanna. L'ex sindaco era accusato di aver effettuato spese non legate al suo ruolo istituzionale con la carta di credito del Campidoglio e di aver fatturato compensi a collaboratori fittizi per la onlus Imagine, da lui presieduta. I giudici hanno assolto Marino rispettivamente perché "il fatto non sussiste" e "il fatto non costituisce reato".

Ai microfoni di Lucia Annunziata Marino ha poi proseguito: "Non convenivo quando volevo scegliere i manager di Acea e delle partecipate e volevo gente selezionata sul mercato. Non convenivo quando ho detto che volevo Olimpiadi che lasciassero un lascito alla città e invece il Presidente del Coni e di Roma 2024 volevano costruire a Tor Vergata, in un'area incolta e lontana da tutto. Non convenivo quando ho sospeso il monopolio di Cerroni", definito da tanti il "re" delle discariche di Roma. Il chirurgo genovese ha poi riservato qualche frecciata anche all'attuale sindaco, Virginia Raggi: "Io sono stato il primo sindaco a non usare l'auto di servizio. Nemmeno Virginia Raggi lo fa".

"Spero che il Pd sopravviva"

Nel corso dell'intervista c'è stato anche spazio per una riflessione di Marino sul Pd: "Penso e spero che sopravviva, credo in un paese moderno in cui ci sia un gruppo che rappresenta il riformismo e cambiamento, e penso che possa essere il Pd". L'ex sindaco ha poi fatto l'elenco delle persone che lo hanno chiamato dopo la sentenza di assoluzione: Veltroni, Legnini, Bassolino, D'Alema, Cuperlo, Bersani e Speranza.

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