16 Novembre 2016
14:31

I misteri sulla morte di Cranio Randagio: perché l’allarme è stato dato così tardi?

Tanti sono i misteri ancora irrisolti in merito alla morte di Cranio Randagio, rapper romano di 22 anni. Bisognerà aspettare i risultati degli esami tossicologici per avere le prime risposte.
A cura di Enrico Tata

“Ci siamo ammazzati di canne”, ma in casa non c’è neanche un mozzicone. Vittorio Bos Andrei si è sentito male alle 14, ma l’allarme è stato dato solo un’ora dopo, alle 15. L’autopsia ha escluso  patologie cardiache e allora come è possibile che alcol e marijuana, da sole, abbiano potuto causare un arresto cardiaco? La mamma di Vittorio telefona preoccupata per il figlio, ma nessuno risponde. Questi sono i misteri ancora irrisolti in merito alla morte di Cranio Randagio, rapper romano di 22 anni. Bisognerà aspettare i risultati degli esami tossicologici per avere le prime risposte.

I misteri sulla morte di Cranio Randagio

Partiamo dalle certezze: i soccorsi vengono chiamati alle 15,05 di sabato 12 novembre. Durante la notte Vittorio partecipa  a una festa in un appartamento in via Anneo Lucano, nel quartiere residenziale della Balduina a Roma. In casa ci sono dodici ragazzi. Persone che, secondo la mamma del rapper, “conosceva da poco tempo, so che avevano fatto dei video e glieli avevano mostrati. Due settimane fa ne avevano girato uno insieme proprio qui sopra, sul nostro terrazzo”.

Alle cinque di mattina otto ragazzi se ne vanno. Nell’appartamento restano due fratelli, cioè i padroni di casa, Vittorio e un altro ragazzo. Alle 9 rientra il papà dei fratelli e trova i quattro amici ancora svegli, poi esce di nuovo. Vittorio è ancora vivo. A quel punto i ragazzi si mettono a dormire. Carlotta, la mamma di Vittorio, è preoccupata e comincia a telefonare. Nessuna risposta: “Quando ho visto che sabato non era ancora tornato, mi sono preoccupata e ho cominciato a telefonare. Ho chiamato tutti, ma i cellulari erano spenti. Tutto questo aspetto non è molto chiaro. Mi sarei aspettata che qualcuno mi dicesse cosa era successo prima che la polizia suonasse alla mia porta. Ma non è successo”.  Alle 14 tutti si svegliano, tranne il giovane rapper. Secondo altre versioni il 22enne si sarebbe alzato e poi si sarebbe accasciato improvvisamente.  “Si è svegliato e, poco dopo, si è accasciato davanti ai nostri occhi",  “Abbiamo soccorso Vittorio, ma ci è morto fra le braccia“, è il racconto che secondo le agenzie di stampa i tre ventenni avrebbero fatto alla polizia. Uno dei fratelli va a cercare un medico che vive nel palazzo e che però non c’è, l’altro chiama il padre e la madre. Che arrivano non si capisce quando, riporta Repubblica. Ma la versione non è confermata, per ora. Alle 15,05, un’ora dopo, vengono chiamati i soccorsi.

Il mistero della droga: "Abbiamo fumato". Ma la casa è "pulita"

I tre ragazzi avrebbero riferito alla polizia di aver fumato hashish, “ci siamo ammazzati di canne”, ma nell’appartamento non c’è traccia di droga. Neanche un mozzicone. Gli altri partecipanti saranno presto interrogati e intanto i loro telefonini sono stati sequestrati, come anche quello di Cranio Randagio. Secondo loro Vittorio avrebbe fatto uso non di droghe leggere, ma di metanfetamine. Gli investigatori sono sulle tracce degli spacciatori che potrebbero aver venduto la droga ai ragazzi. La Procura di Roma intanto apre un fascicolo contro ignoti, con l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato. Gli inquirenti pensano che ad uccidere Vittorio possa essere stata una patologia cardiaca congenita di cui il ragazzo probabilmente non era a conoscenza. L’autopsia smentisce questa ipotesi: Cranio Randagio non soffriva di alcuna malattia al cuore.

Alcuni amici di Vittorio, i ragazzi del Cinema America, hanno scritto un lungo e duro post su Facebook in merito alla morte del rapper: “Forse nessuno avrebbe potuto salvarlo, ma in quell'ora dalle 14.00 alle 15.05 nessun amico avrebbe messo il profumo e pulito la casa, nessuno amico avrebbe mai detto alla Polizia "Noi fumavamo solo erba, Vitto invece faceva uso di metanfetamine", un amico sarebbe rimasto sporco con Vitto anche dopo la fine della partita, anche se questa fosse stata persa”, scrivono.

 
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