Punta i piedi Virginia Raggi. Dopo aver ribadito a più riprese la stima personale e la sintonia con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la prima cittadina della capitale ora dice no alla possibilità che venga nominato un sottosegretario con la delega agli affari della Capitale. La sindaca rivendica la necessità di un confronto diretto con ministri e premier. "Sto facendo un lavoro molto puntuale sui poteri speciali di Roma Capitale. Credo che Roma Capitale debba dialogare direttamente con il premier e con i ministri. – ha dichiarato a margine della consegna dei nuovi bus a Ponte Mammolo – Quindi, non vedo assolutamente nessun tipo di sottosegretario, a meno che non vogliate considerare e nominare il sindaco della Capitale come sottosegretario. È necessario che la Capitale venga trattata da Capitale come accade in tutte le altre nazioni del mondo. Non trovo che questa sia una soluzione praticabile".

Il timore, non esplicitato, è che il sottosegretario in questione poi possa essere indicato dal Partito Democratico, costringendola a cedere parte dal palcoscenico all'opposizione che ha già spiegato di essere pronta al dialogo ma che non farà sconti. E con la fine del mandato sempre più vicina Virginia Raggi ha invece bisogno di risultati tangibili su tanti dossier, a cominciare da rifiuti e trasporti, su cui i cittadini chiedono di vedere risultati concreti e un miglioramento della qualità della vita. Precondizione necessaria sembrerebbe essere una riforma del ruolo della capitale, con più poteri e risorse. Tema su cui anche il Pd è pronto a dare il suo contributi, e citato dallo stesso Conte nel lungo discorso con cui ha chiesto la fiducia alla Camera: "Lo Status della Capitale dovrà essere profondamene riformato, perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica". Già a partire dalla prossima settimana, chiusa la partita delle nomine, Raggi potrebbe incontrare il primo ministro e alcuni membri del governo.