Gli studenti denunciano: “Nel Lazio a rischio il 40% delle borse di studio”

#RiacchiappaLaBorsa. Questo l'hashtag scelto dall'associazione studentesca "Link" per denunciare come uno degli effetti nefasti del decreto Sblocca Italia e dei taglia alle regioni previsti nella legge di stabilità, sarà il taglio dei fondi per il diritto allo studio. Per quanto riguarda la Regione Lazio questo potrebbe voler dire 4000 mila borse di studio in meno, secondo i conti di Link, che denuncia: "avremo una riduzione del 40% del numero dei vincitori ed un aumento vergognoso degli idonei non beneficiari". Negli scorsi giorni volantinaggi e striscioni di protesta sono apparsi in tutti e tre gli atenei romani. Altro punto critico per il diritto allo studio nel Lazio sono gli studentati, la cui disponibilità di posti letto è assolutamente insufficiente ad evadere tutte le domande degli aventi diritti, in una città dove i fuori sede sono almeno 90 mila e gli affitti tra i più alti del paese. Nei prossimi quattro anni dovrebbero aprire altre residenze per studenti: Boccone del povero (73 posti) per Tor Vergata, viale degli Affari esteri (254 posti, lo Sdo di Pietralata (240 posti) per la Sapienza e Valco San Paolo (200 posti) per Roma 3.
Non solo gli studenti ma anche la Regione Lazio fa i conti. Il vicepresidente Massimiliano Smeriglio rivendica il lavoro svolto finora sul fronte del diritto allo studio: "Il 2013-2014 il risultato è raggiunto. Al 100% degli idonei, che sono più di 16 mila, è stata erogata la borsa di studio, così come per il pagamento dei premi di laurea – afferma -. Non succedeva da anni nel Lazio, una vergogna. Questo è stato possibile grazie all’uso virtuoso di risorse regionali e comunitarie utilizzate per garantire un diritto", e sul futuro aggiunge "prima dei tagli annunciati dal Governo avevamo una copertura pluriennale, ora dovremo verificare, ma una volta centrato l’obiettivo faremo di tutto per non tornare indietro”.