Dopo la sindaca Virginia Raggi, anche il presidente del Consiglio è andato a cena a Centocelle, per incontrare i proprietari de La Pecora Elettrica e del Baraka Bistrot, colpiti dai roghi di origine dolosa che li hanno completamente distrutti. Mentre proseguono le indagini delle forze dell'ordine per chiarire la strategia criminale dietro gli incendi, le istituzioni non mancano di esprimere vicinanza agli esercenti colpiti e al quartiere. C0sì Conte si è recato a cena alla Cantina di Dante, storica trattoria del quartiere, un incontro a sorpresa organizzato in pochi minuti. Alle 20.00 l'invito fatto da Giuseppe Conte in persona, e poco dopo l'appuntamento.

"Conte ci ha chiesto come poteva essere utile"

La cena è stata raccontata oggi dal proprietario della Pecora Elettrica Danilo Ruggeri all'agenzia Dire: "Ieri sera erano le 20 circa, ero in strada avevo appena terminato una riunione, quando mi squilla il telefono, rispondo e dall'altra parte sento: ‘Buonasera sono Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio, vorrei incontrarvi. Vi va di andare a cena insieme?'. È stata una chiacchierata molto informale – racconta Danilo – durante la quale Conte ci ha chiesto come poter essere utile. Noi non gli abbiamo dato ancora delle risposte e lui ci ha detto, gentilmente, di prenderci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno".

Il premier ha invitato gli esercenti a riaprire

Il premier ha chiesto ai suoi interlocutori di ragionare seriamente sul riaprire le loro attività, garantendo tutta l'attenzione e il sostegno da parte dello Stato e delle istituzioni. Dopo una nuova manifestazione avvenuta giovedì intanto cittadini, associazioni e reti sociali del quartiere di Centocelle si sono nuovamente riuniti in assemblea al Forte Prenestino per continuare la mobilitazione in difesa del quartiere così duramente aggredito.

Centocelle: le indagini sui roghi dolosi

È la notte tra il 24 e il 25 aprile scorso quando la Pecora Elettrica viene data alla fiamme una prima volta. Mesi di lavori e un'incredibile gara di solidarietà portano alla vigilia della riapertura in via delle Palme, poi il 5 novembre un nuovo incendio distrugge nuovamente la libreria caffetteria. A inizio di ottobre un rogo aveva invece distrutto una pizzeria in via delle Palme. Passano due giorni e, in un quartiere completamente militarizzato, viene dato alle fiamme il Bakara Bistrot. Gli inquirenti sono convinti che dietro alla campagna di terrore scatenata nel quartiere ci sia un preciso disegno criminale.