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Giro di vite contro gli evasori, 2500 attività commerciali intestate a senza fissa dimora

Per l’assessore al Commercio Marta Leonori sono ben 2500 le attività commerciali intestate a senza fissa dimora o rifugiati per evadere le tasse. Ma da oggi tolleranza zero: saranno ben 31 gli indirizzi “vietati” come sede legale di aziende di ogni tipo.
A cura di Valerio Renzi
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L'assessore di Roma Capitale Marta Leonori ha consegnato alla Camera di Commercio un elenco di indirizzi che da oggi in poi non potranno più risultare sede legale per imprese e attività commerciali. "Da mesi è stato imposto lo stop all'apertura di nuove imprese presso questi indirizzi – precisa Leonori – poi con l'inizio del nuovo anno saranno cancellate tutte le 2.500 attività dal registro delle imprese, ad ogni singola società sarà comunicato perché viene sospesa e a quel punto potranno trasferire la sede legale in un indirizzo reale o presentare delle controdeduzioni".

Si tratta infatti degli indirizzi di mense per i poveri (come quella di Sant'Egidio a via Dandolo o quella della Caritas a Termini), centri per rifugiati e associazioni che si occupano di senza tetto come il Centro Astalli (dove vengono ospitati i rifugiati) o la sede dell'onlus Camminare Insieme in via Pizzirani a Torre Maura. Pub, negozi, ristoranti, ditte edili, c'è un po' di tutto nell'elenco di attività che per evadere le tasse hanno intestato la loro attività ad un senza fissa dimora residente a uno di questi  31 indirizzi. Così le aziende risultano irrintracciabili permettendo l'evasione delle tasse, delle multe, dei pagamenti.

Tolleranza zero contro gli evasori

All'iniziativa del comune e della Camera di Commercio seguirà quella della magistratura, pronta ad individuare furbetti ed evasori. "Ho parlato con i responsabili dei diversi centri e ci hanno dato tutto il loro sostegno, anzi ci hanno incoraggiato alla cancellazione perché questi soggetti sono spesso vittime di attività illegali e si trovano a fare le teste di legno per altri – ha aggiunto l'assessore – ho convocato le associazioni di categoria per informarle del lavoro che stavo facendo. Vogliamo ripristinare la legalità". Il fenomeno è iniziato almeno nel 1996, ma riguardava qualche decina di azienda, mentre negli ultimi sei anni c'è stato un boom di attività registrate presso questi indirizzi.

Su 2500 attività commerciali 1700 sono nel campo del commercio o delle attività produttive; di queste 686 sono di attività commerciali ambulanti, 415 si occupano dell'allestimento di stand e vetrine, 327 di pubblicità, 123 riguardano fiere e mercatini, 179 della vendita porta a porta e 114 di quella all'ingrosso. Poi troviamo 166 imprese di edilizia e manutenzione, 144 di traduzione e interpretariato e 42 di consulenza informatica.

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