Giovanna Fatello, morta a 10 anni nella sala operatoria di Villa Mafalda a Roma sarebbe ancora viva se "gli anestetisti non fossero stati del tutto distratti". A sostenerlo il pubblico ministero titolare dell'inchiesta Marco Ardigò che oggi davanti ai giudici ha chiesto la condanna a un anno di reclusione per omicidio colposo a carico di Pierfrancesco Dauri e Federico Santilli. Domandata invece l'assoluzione per i chirurghi Giuseppe Magliulo e Dario Marco Tullio, e per l'allora direttore sanitario della struttura Rossella Moscatelli, accusata di falso. Infatti, da ciò che è emerso in sede processuale e diversamente a quanto sostenuto nella prima fase delle indagini, la procura è convinta che non ci sia stato nessun insabbiamento da parte della clinica.

Anestetisti distratti

Le responsabilità della morte di Giovanna Fatello secondo l'accusa sono imputabili esclusivamente ai due medici anestesisti, che dovevano occuparsi di indurre e mantenere l'anestesia nella piccola paziente e monitorare che rimanesse stabile, senza particolari complicazioni, fino alla fase post operatoria. L'accusa in particolare ha sottolineato il comportamento negligente dei due medici.

Giovanna Fatello morta per un'operazione al timpano

I fatti risalgono al 29 marzo del 2014, quando la famiglia di Giovanna si è rivolta a Villa Mafalda per un'operazione per una timpanoplastica. Somministrata l'anestesia, "la morte avveniva dopo l'allontanamento ingiustificato dell'anestesista e in presenza di un altro anestesista non componente dell'equipe operatoria, che non gestiva correttamente le vie aeree della paziente", ha scritto il pm nella richiesta di incidente probatorio. Giovanna è deceduta "a seguito di un processo di ipossia-bradicardia- arresto cardiaco in asistolia" per non aver ricevuto sufficiente ventilazione.