Pietro Genovese non era oggi nell'aula del Tribunale di Roma dove si decideva sull'istanza per celebrare il processo con rito abbreviato, presentata dai suoi legali. Il giovane è accusato di omicidio stradale. Era lui al volante dell'auto che ha travolto e ucciso le due giovani di sedici anni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, la notte tra il 21 e il 22 dicembre del 2019 lungo Corso Francia a Roma. Il giudice ha accolto la richiesta di essere giudicato con il rito abbreviato per Pietro Genovese, aggiornando il processo al prossimo 28 settembre. È stata invece rigettata la richiesta della difesa di ascoltare come testimone il conducente della Smart che ha fatto passare le due giovani prima che venissero investite.

"La morte di Gaia e Camilla per noi una sofferenza che si rinnova ogni giorno"

In aula erano invece presenti i familiari delle due ragazze. "Per noi è una sofferenza che si rinnova tutti i giorni. Il fatto che Genovese non fosse in aula un po' ci ha deluso e dato fastidio, speravamo di poterlo guardare negli occhi. Comunque siamo sereni e crediamo nella giustizia", hanno commentato le madri delle due giovani.

Giulia Bongiorno: "Siamo qui con spirito di giustizia non per vendetta"

All'esterno del tribunale, su piazzale Clodio, gli amici di Gaia e Camilla hanno srotolato uno striscione con su scritto "Siamo con voi". "Nessuna sentenza potrà lenire questa tragedia, siamo qui non per spirito di vendetta ma per avere giustizia", così all'uscita del tribunale Giulia Bongiorno, legale rappresentante del padre di Gaia.

Pallotti: "Genovese si presenti in aula"

Ammessa come parte civile al processo l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, oggi presente in aula. "Non desideriamo che i colpevoli marciscano in carcere, bensì che si prendano le loro responsabilità, senza fuggire, senza cercare escamotage, senza cercare scuse – ha dichiarato il presidente Alberto Pallotti – Devono presentarsi al popolo italiano per i fatti gravi che hanno commesso. Chiediamo a Pietro Genovese di presentarsi al processo che lo vede imputato, di rispondere delle sue azioni e di proporre eventuali discorsi difensivi o giustificativi dei suoi crimini. Lo faccia per rispetto nei confronti della legge italiana lo faccia per il rispetto delle vite che ha spezzato".