I legali di Pietro Genovese, il giovane di vent'anni che la notte del 22 dicembre ha investito Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, hanno chiesto il rito abbreviato, che permette di usufruire dello sconto di un terzo della pena. Il processo con giudizio immediato è stato fissato all'8 luglio, ora un nuovo giudice per le indagini preliminari dovrà esprimersi sulla richiesta di rito abbreviato. Genovese, agli arresti domiciliari dal 26 dicembre, è accusato di omicidio stradale plurimo.  Secondo quanto stabilito dalla superperizia eseguita dal dottor Mario Scipione, nominato dal pm Roberto Felici proprio per far luce sul tragico incidente avvenuto lo scorso 21 dicembre su Corso Francia a Roma, Pietro Genovese non avrebbe potuto vedere le due sedicenni, ma se avesse rispettato i limiti di velocità non le avrebbe investite. Gaia e Camilla hanno rischiato di essere investite da una macchina bianca, quella che precedeva l'auto di Pietro Genovese.

"Genovese era al telefono al momento dell'incidente"

"È evidente che nelle fasi antecedenti due secondi dall'impatto, né Genovese né i pedoni potevano reciprocamente avvistarsi – si legge nella superperizia – Il Genovese era soggetto al verde veicolare per 52 secondi, al giallo per quattro secondi e al rosso per 34 secondi. I pedoni erano soggetti al verde pedonale per 26 secondi al giallo per quattro secondi e al rosso 60 secondi". Le telecamere "riprendevano Genovese iniziare lo spostamento dalla corsia centrale verso quella di sinistra per superare un veicolo bianco rimasto ignoto che lo precedeva nella corsia centrale". Nella relazione tecnica realizzata dalla polizia postale, si legge che Pietro Genovese era al telefono quando investì Gaia e Camilla su Corso Francia. Più precisamente a mezzanotte e 27 minuti del 22 dicembre 2019, Genovese aveva selezionato quattro immagini e un video, inviandolo a diversi destinatari.